Macelleria Antica Norcia, un secolo di qualità
I Chiti si sono tramandati il mestiere di padre in figlio: oggi Roberto è il traghettatore verso la modernità
GROSSETO. Cent’anni e non sentirli. Un secolo di sapori, di lame e tagli pregiati, di storia, tradizione e sguardo verso il futuro. Cent’anni sono quelli compiuti dalla macelleria Antica Norcia di via Adige a Grosseto, nata e cresciuta grazie alla passione della famiglia Chiti. . Roberto, l’attuale titolare, è solo il traghettatore tra una generazione e l’altra, tra i suoi padri e i suoi figli. È stato lui comunque il padrone di casa nella festa per celebrare il prestigioso traguardo con tanto di amici, clienti, assessori e associazioni di categoria, corsi a rendere omaggio a un’attività storica del territorio senza lesinare il sontuoso buffet. È a Roberto Chiti quindi che chiediamo qual è il segreto della longevità. «La volontà, la voglia di fare bene, di migliorarsi – spiega il titolare – Io ho iniziato a lavorare a 16 anni ma prima di me c’era mio babbo e prima di lui mio nonno: ho visto quindi la determinazione, la loro voglia di fare che mi hanno trasmesso».
Determinazione che viene trasmessa di generazione in generazione, di macellaio in macellaio, perché è quella forza per superare i momenti di difficoltà, dice Chiti. Ma la voglia di fare deve essere sempre accompagnata a quella di migliorarsi. «Ogni anno di più attraverso le nuove tecnologie che permettono di migliorare i prodotti – continua Chiti – Restando legati a quel vincolo importante che è la storia».
La salvaguardia della tradizione però non va mai intesa come chiusura rispetto all’esterno. «Noi abbiamo la nostra stalla e i nostri maiali, ma oltre a questo apriamo le porte agi orizzonti internazionali – prosegue il macellaio – Apriamo le porte alle carni giapponesi, alla scottona Polonia, manzetta prussiana: serve sempre la spinta a guardare avanti». All’interno di una macelleria, specie se maremmana, è facile vedere come la storia segua il suo corso. Quarant’anni fa, i tagli che venivano venduti erano quelli classici, spiega il titolare: bistecche, fettine, petti di pollo. «Oggi noi macellai dobbiamo essere pronti anche a dare il consiglio giusto di come cuocere o presentare un taglio di carne», spiega Chiti. Il macellaio insomma è una sorta di amico e se dopo cent’anni è ancora qui significa che c’è da fidarsi. —
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