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Cattivi odori, terzo tavolo tecnico. Il comitato rinnova la richiesta dei dati

Roberto Barocci durante la manifestazione per chiedere verità sui cattivi odori (foto Agenzia Bf)
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Roberto Barocci durante la manifestazione per chiedere verità sui cattivi odori (foto Agenzia Bf)

Il Comune doveva dare informazioni nel giro di 30 giorni. Sono passati due mesi e i cittadini di Aria Pulita vogliono risposte

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GROSSETO. Perché l’aria di Grosseto, ormai da mesi, ciclicamente puzza? Sono stati fatti tutti i controlli che le istituzioni preposte hanno più volte assicurato di voler fare, in particolare sugli impianti a biogas intorno alla città? E se sì, cosa dicono? . A queste domande, finalmente, potrebbero arrivare le prime risposte ufficiali. Lunedì 11 novembre infatti il Comune ha annunciato che mercoledì 13 renderà note tutte le informazioni in suo possesso al tavolo tecnico costituito sulla materia.

La speranza è che queste informazioni possano sciogliere dubbi e preoccupazioni, ma intanto il Comitato Grosseto Aria Pulita e il Forum Ambientalista non mollano la presa. E proprio lunedì mattina – qualche ora prima che il Comune annunciasse il tavolo – hanno presentato una nuova, e ancor più perentoria, richiesta di documentazione «relativa a progetti di realizzazione e di esercizio di impianti a biogas». Per la precisione un “urgente rinnovo” della richiesta protocollata l’11 settembre scorso e rimasta fin qui senza risposta, «non avendo ricevuto notizie che giustificassero il ritardo oltre i 30 giorni previsti dal Regolamento per l’accesso del Comune di Grosseto», scrive Roberto Barocci a nome di Forum e Comitato.

L’urgenza – spiega Barocci – «si giustifica per il fatto che sui terreni di cui si chiedevano le dettagliate informazioni al Comune di Grosseto sono state depositate preoccupanti quantità di digestato come risulta dalle foto pubblicate nella pagina Facebook del Comitato Grosseto Aria Pulita in data 29 ottobre 2019. Dalle suddette foto, seppure con approssimazione, si possono contare circa una ottantina di cumuli di digestato su una superficie di circa 3 ettari. Partendo da questi dati, qualora fossero confermati, si possono fare alcune valutazioni che il Comune di Grosseto avrebbe l’obbligo di verificare d’ufficio inviando personale qualificato sul posto e verificando la coerenza con la documentazione agronomica di cui dovrebbe disporre in base al Regolamento Giunta Regione Toscana 46/R/2008».

Secondo il Forum e il Comitato, in sintesi, quei cumuli di digestato – norme alla mano – sono troppi rispetto alla superficie sulla quale insistono. Il che potrebbe significare un rilascio di azoto nei terreni maggiore dei limiti consentiti dalla legge: «Si pone quindi la necessità di verificare il possibile inquinamento di corsi d’acqua e falde superficiali».

Comitato e Forum ricordano che «da più di 30 giorni sono trascorsi i quattro mesi entro cui si sarebbero dovute completare le verifiche volute dal Consiglio comunale di Grosseto».

E per questo tornano a chiedere, «come già fatto dal Comitato Grosseto Aria Pulita in data 13 ottobre 2019, «che venga reso noto nel dettaglio l’esito delle verifiche compiute dagli enti partecipanti al tavolo tecnico e le conseguenti iniziative intraprese dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna per il rispetto della legalità e la tutela dell’ambiente e della salute dei grossetani». —
 

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