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Gorello, il nodo urbanistica riaccende la polemica

Ivana Agostini
Gorello, il nodo urbanistica riaccende la polemica

Sulle cascate di acqua termale la minoranza chiede al sindaco «Senza variante non è possibile alcun progetto: vuole farla?» La maggioranza: «Farneticate»

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Le cascate del Gorello torneranno nella gestione di Terme di Saturnia che ha in mente un progetto di riqualificazione dell’area. La minoranza consiliare di Manciano di Tradizione e Futuro, chiede però al sindaco Mirco Morini «di spiegare pubblicamente ai cittadini che su quell’area ci sono alcune regole da rispettare e che solo il cambiamento di tali regole, operato dall’amministrazione comunale con delle varianti urbanistiche da approvare in consiglio, può permettere la realizzazione di progetti su uno dei siti naturalistici più belli d’Italia. Per correttezza il sindaco Morini dovrebbe dire che i legittimi proprietari delle Cascate del Mulino siamo noi cittadini e che ogni progettualità di riqualificazione e regolamentazione dell’area, non può avvenire se non in accordo e con l’autorizzazione dell’ente pubblico».

Tradizione e Futuro sottolinea ancora una volta il silenzio dell’amministrazione e tira in ballo oltre al sindaco anche il vicesindaco Luca Pallini in qualità di assessore all’urbanistica. «La maggioranza guidata da Morini – chiede l’opposizione – ha o non ha intenzione di fare una variante puntuale al piano strutturale e consentire a Terme di Saturnia di realizzare il suo progetto di deviazione del torrente Gorello e di guadagnare sugli ingressi? Sul futuro delle Cascate del Mulino nulla è deciso: ci sono delle regole che il pubblico ha il dovere di far rispettare, la proprietà è pubblica e che fino ad aprile 2020, lo è anche quella del terreno sovrastante».

Puntuale arriva la replica. «La minoranza sul Gorello fa dichiarazioni farneticanti» replica la maggioranza che pone l’accento sulle divisioni interne del gruppo Tradizione e Futuro e lo accusa di occuparsi solo del Gorello tralasciando altre questioni importanti come «agricoltura o occupazione».

«Con l’amministrazione Morini, le acque rimarranno pubbliche e nel prossimo consiglio comunale non si parlerà affatto di questo. Secondo noi i quattro consiglieri di minoranza stanno ledendo l’immagine del territorio montando ad arte un caso inesistente. Se la minoranza parla tanto di una variante al piano strutturale che dovrebbe adottare l’attuale amministrazione, significa che è a conoscenza di un progetto a noi, invece, ignoto».

«Per quanto riguarda il Gorello – commenta Pallini – risultano le norme del piano regolatore del 1998, riviste nel 2004 e confermate dal piano operativo efficace del 2018. Non è consentita alcuna edificazione ed è consentito il solo restauro conservativo del Mulino. Su quest’area intervengono le competenze del Genio civile, del Consorzio di bonifica e del Comune per quanto riguarda la strada vicinale di uso pubblico che ha l’accesso alle Cascate». —

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