Il presidio
Influenza, 20mila casi previsti in provincia
grosseto. Se una rondine non fa primavera, qualche caso isolato d’influenza non fa ancora la pur tradizionale epidemia. A Grosseto e provincia sono previsti circa 20mila casi.
A riscaldare i motori, intanto, sono oltre duecento tipi di virus parainfluenzali (i “cugini” meno nobili), presenti un po’ in tutto l’arco dell’anno e che creano soprattutto disturbi respiratori. Anche se di media portata, la malattia non deve comunque essere sottovalutata. Le complicazioni hanno infatti provocato, lo scorso anno, circa 8mila decessi in Italia. Non è dunque opportuno abbassare la guardia.
«Innanzitutto – spiega Fabrizio Pregliasco, virologo all’Università di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi – è già tempo di vaccinazioni ed a rischio appaiono come sempre gli anziani, i malati di cuore, gli emodializzati, i trapiantati d’organo, persone che hanno un corredo anticorpale, cioè difensivo, meno forte».
In accordo col medico di base, è importante valutare la necessità di farlo già nelle prossime settimane.
L’arrivo, in base anche alle condizioni metereologiche, è previsto per le Feste natalizie e l’inizio di gennaio. In ogni caso, qualcosa si può fare mettendo in atto opportuni stili di vita. Sbalzi di temperatura, umidità, pioggia impongono prudenza e quindi è bene proteggere le parti più delicate del corpo ovvero la gola, le mani ed i piedi. Evitare poi di sostare a lungo in luoghi affollati, lavarsi invece bene le mani, mantenere la giusta temperatura in ambienti interni (18°-22°) e il gradiente d’umidità (non superiore al 50%). Bere acqua in abbondanza per disintossicare le vie aeree. Mangiare frutta e verdura, là dove non esistano controindicazioni, per rinforzare le difese organiche. —
Gian Ugo Berti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google