Il Tirreno

Grosseto

Biogas e miasmi

Concime o abbandono rifiuti? I dubbi sui cumuli di digestato

Francesca Ferri
Roberto Barocci, portavoce del Forum Ambientalista e, a destra, i cumuli di digestato ancora intatti su un campo fuori Grosseto (foto Agenzia Bf)
◗
Roberto Barocci, portavoce del Forum Ambientalista e, a destra, i cumuli di digestato ancora intatti su un campo fuori Grosseto (foto Agenzia Bf)

Barocci (Forum Ambientalista) stima la quantità di azoto rilasciata sul suolo: "Troppa per così pochi ettari"

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. In medium stat virtus, dicevano gli antichi. Come dire: anche ciò che fa bene, se in eccesso, finisce per far male. E sono proprio le quantità che possono trasformare un concime in una sostanza dannosa per il terreno. Addirittura in un rifiuto.

Ne è convinto il professor Roberto Barocci, portavoce del Forum Ambientalista. Che, giorni fa, ha inviato al Comitato Grosseto Aria Pulita una nota sui cumuli di digestato segnalati dallo stesso Forum nei campi intorno a Grosseto e che secondo il Forum sarebbero i responsabili dei miasmi in città.

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.37769125:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/10/20/news/odoracci-cittadini-in-piazza-con-le-mascherine-1.37769125]]

I cumuli sono stati fotografati e sono apparsi anche sul Tirreno il 29 ottobre (leggi qui l'articolo). «Dalle foto – spiega Barocci – si possono fare solo valutazioni approssimate, mancando dati precisi. Tuttavia la quantità di digestato depositato appare subito notevole. Si possono contare un’ottantina di cumuli di digestato su una superficie non superiore a 3 ettari circa. Partendo da questi dati, qualora fossero confermati, possiamo fare alcune valutazioni, che il Comune avrebbe l’obbligo di fare d’ufficio e che potrebbe facilmente verificare sul posto».

Calcolatrice alla mano, Barocci ipotizza quantità e impatto sul terreno delle sostanze contenute nel digestato.

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.37880605:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/11/09/news/su-biogas-e-miasmi-interrogazione-e-accesso-agli-atti-il-sindaco-spieghi-1.37880605]]

«I cumuli – dice Barocci – sono di almeno 220 quintali l’uno; 80 moltiplicato 220 fa 17.600 quintali, cioè 1.760 tonnellate di digestato su circa tre ettari. Secondo i dati certificati nelle autorizzazioni rilasciate dal Comune di Grosseto, il contenuto di azoto per ciascuna tonnellata di digestato depositato si aggira da 2,5 a 2,8 chili a tonnellata. Se usiamo il dato minore di 2,5 kg/tonnellata, abbiamo 1.760 per 2,5 pari a 4.382 chili di azoto depositati nei tre ettari».

Tanti? Pochi? «Le norme – spiega Barocci – prevedono ogni anno, dopo analisi sul terreno che lo consente, di apportare massimo 340 chili a ettaro di azoto». Pertanto, prosegue il professore, «4.382 chili di azoto diviso 340 chili previsti per ettaro danno come risultato 12,88» che corrispondono agli “ettari necessari” perché un terreno possa ricevere quella quantità di azoto. «Questa superficie “necessaria” – osserva però Barocci – risulta essere superiore di quattro volte alla superficie usata».

Da qui una conclusione che, se confermata, sarebbe preoccupante. «È evidente – dice Barocci – che avendo investito solo tre ettari non si tratta di concimazione, ma di smaltimento di rifiuti, con inquinamento di azoto nei terreni, che secondo le norme avrebbero dovuto essere anche immediatamente lavorati per evitare il dilavamento superficiale e il passaggio dell’azoto nei fossi di acqua pubblica». Di fronte a questi dubbi «L’Arpat cosa ha verificato? Il sindaco come può sostenere che tutto è in regola?», chiede Barocci. — 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web