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Camorra, si riaffaccia lo spettro in Maremma: beni sequestrati a un imprenditore

Una veduta di Follonica (foto d'archivio)
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Una veduta di Follonica (foto d'archivio)

La Dia sequestra beni e conti correnti a un 60enne che da tempo viveva a Follonica dove ha gestito anche un hotel

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FOLLONICA. La Dia (Direzione investigativa antimafia) di Firenze ha sequestrato beni e conti correnti nei confronti di Giuseppe Di Girolamo, 60 anni, esponente della camorra radicato da molti anni in provincia di Grosseto.

Il provvedimento, emesso del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce), scaturisce _ fanno sapere gli investigatori _ da una misura di prevenzione patrimoniale firmata dal direttore della Dia, generale Giuseppe Governale.

Le indagini economico patrimoniali condotte dalla Dia hanno dimostrato la sproporzione tra la capacità reddituale del 60enne e quella dichiarata al fisco, portando al sequestro di una società con sede legale a Grosseto, tre immobili ad Aversa (Caserta) e rapporti bancari e finanziari, in Italia e all'estero, per un valore di 300mila euro.

Nato nel 1959 ad Aversa, Di Girolamo sin dagli anni Ottanta ha vantato una "posizione di rispetto" nell'ambiente criminale casertano _ riferiscono gli investigatori _ dove ha svolto attività in favore dell'organizzazione recandosi sui cantieri per riscuotere il prezzo delle estorsioni.

Già condannato dalla Corte di Assiste d'Appello di Napoli a 3 anni di reclusione per appartentenza alla "nuova camorra organizzata", viene nuovamente condannato nel 2000 dal medesimo organo giurisdizionale a 10 anni di reclusione per omicidio.

Alternando periodi di carcere ad altri di semilibertà, negli anni Duemila Di Girolamo si stabilisce con la famiglia in Maremma, a Follonica, dove fino al 2006 gestisce un hotel tramite una società di capitali intestata alla moglie.

Ulteriori condanne anche per associazione camorristica generano nei suoi confronti un cumulo di pena pari a 18 anni di reclusione, terminati nel 2016.

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