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Grosseto

urbanistica 

Quarta commissione Pettrone presidente FI-FdI a bocca asciutta

Enrico Pizzi
Quarta commissione Pettrone presidente FI-FdI a bocca asciutta

L’eletto appartiene al gruppo Vivarelli Colonna Sindaco  Un voto è andato a Ceccherini, 11 li ha presi De Martis 

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grosseto. Un nuovo presidente per la IV commissione consiliare, la commissione urbanistica, e anche questa volta Forza Italia e Fratelli d’Italia restano a bocca asciutta. Eletto Angelo Pettrone del gruppo Vivarelli Colonna Sindaco.

Il passaggio dal gruppo di Vivarelli Colonna Sindaco a quello della Lega, da parte del precedente presidente della commissione urbanistica, Andrea Pieroni, aveva portato a tre il numero dei presidenti di commissione in quota Carroccio (la prima commissione è presieduta da Pierfrancesco Angelini della Lega, la seconda da Pasquale Virciglio, anche lui Lega, e la terza commissione è presieduta da Anna Paola Birigazzi, del gruppo consiliare della lista del sindaco). Così, si è reso necessario riequilibrare la situazione, ma avrebbe anche potuto essere l’occasione per creare un posto di rilievo per Forza Italia, o per Fratelli d’Italia, visto che, tra l’altro, proprio un ex eletto di FdI, il consigliere di Casapound Gino Tornusciolo, aveva presieduto quella commissione fino a quando non era uscito dalla maggioranza. I due gruppi consiliari di maggioranza con più consiglieri (8 la Lega e 5 la lista del sindaco), però, non lasciano spazi e così il voto ha decretato l’elezione di Pettrone.

La maggioranza non ha votato però compatta. Il voto dei consiglieri membri delle commissioni è ponderato sulla base del peso del gruppo consiliare: il componente della Lega vota 8 volte, quello della lista del sindaco 5 volte, come quello del Pd e così via. Mancavano un voto alla maggioranza (Maremma Migliore) e uno alle opposizioni (Passione per Grosseto), dunque c’erano 30 voti ponderati a disposizione: 19 alla maggioranza e 11 alle opposizioni. Pettrone ha ottenuto 18 voti, 11 ne ha avuti Carlo De Martis, della lista Mascagni Sindaco, e un voto è andato a Bruno Ceccherini, capogruppo di Fratelli d’Italia. Il voto è segreto, impossibile affermare che Ceccherini abbia dato a se stesso uno dei due voti a disposizione, ma chiunque abbia espresso quel voto evidentemente non lo ha fatto a caso: un piccolo messaggio alla maggioranza, forse, perché magari si tenga conto non solo dei numeri in consiglio, ma anche dei risultati delle urne. —

Enrico Pizzi

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