Il Pci chiede il confronto con le forze politiche per rilanciare il Falusi
massa marittima. Quello che chiedono è un confronto diretto per tentare di risollevare le sorti del Falusi, la Rsa fiore all’occhiello del Comune di Massa Marittima.
Per questo motivo il Pci, che ormai da anni segue la vicenda dell’istituto, ha deciso di presentare alcune proposte che possano sostenere la struttura.
Come è noto oggi il Falusi non ha ancora un cda e la speranza è che si prenda al più presto una decisione.
La paura è però quella che dietro a tanti ritardi ci sia altro: «Il richiamo del difensore civico con il rischio di commissariamento, la situazione che sta degenerando a livello economico e le numerose incertezze sulla gestione di personale e servizi – a parere del Pci – sono funzionali non solo al processo di privatizzazione in atto, ma rappresenteranno una giusta motivazione per passare la responsabilità della gestione ad altri soggetti come l’azienda Asl o addirittura il Coeso, così si decreterebbe la fine di un’esperienza fondamentale per il territorio».
Di fronte a questo il Pci apre le porte al confronto chiamando all’appello tutte le forze politiche, i sindacati e i cittadini: «Se il Falusi è un interesse condiviso, da destra a sinistra – dicono – dobbiamo lavorare non solo per salvarlo ma migliorarlo».
Il primo passo è la costituzione di un comitato e il Pci ha poi predisposto un documento di lavoro da offrire come contributo alla discussione. La proposta prevede la riduzione della locazione dovuta alla Regione Toscana per le strutture di Massa e Follonica, la concertazione con le organizzazioni sindacali e con la Regione prevedendo passaggio dal contratto degli enti locali a contratto privato per le nuove assunzioni che consentirebbe recuperi delle somme a carico dell’istituto per malattia e la flessibilità del personale usurato da destinare ad assistenza domiciliare.
C’è poi l’aumento della quota capitaria trasferita dai Comuni di 1 euro a cittadino all’anno. «Queste misure – dicono – consentirebbero già un rientro economico importante per l’istituto ma la proposta dovrebbe andare oltre e consentire la realizzazione di un nuovo assetto giuridico proiettando l’istituto verso forme consortili con il terzo settore a partecipazione maggioritaria da parte dell’istituto». «Con questa operazione – conclude il Pci – si potrebbe dare stabilità all’assetto pubblico». — G.S.
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