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Benini attaccato su Fb querela un utente «Se vinco devolvo la cifra»

Giulia Sili
Benini attaccato su Fb querela un utente «Se vinco devolvo la cifra»

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«Non è una questione di libertà di espressione, nessuno mette in dubbio la legittimità della discussione politica che può essere fatta ma qui si è andati ben oltre: si sono fatte della accuse gravi», ad affermarlo è il sindaco Andrea Benini che nei giorni scorsi ha presentato una querela per diffamazione nei confronti di un follonichese.

Le pesanti affermazioni sono state scritte sulla pagine Facebook del primo cittadino, e quindi visibili a tutti, come commento di un post relativo al ricorso amministrativo presentato dal centrodestra.

Il 9 ottobre Benini scrive un post sulla sua pagina ufficiale riferendosi all’esito del riconteggio delle schede del seggio 17 che aveva portato all’assegnazione di due voti in più al centrodestra: «Continuerò con il lavoro quotidiano in quanto sindaco in carica – scrive Benini – il mio impegno per e a fianco della comunità follonichese sarà come sempre incisivo».

Il follonichese aveva replicato: «Tradotto dal beninese: cementificherò la zona Pam e continuerò a fare favori ai miei amici». Un commento che non è piaciuto minimamente a Benini che ha voluto presentare una querela. «Non si tratta di attacco politico e nemmeno personale, qui secondo me siamo andati ben oltre – afferma Benini – sono accuse forti fatte su un mezzo che arriva a molte persone».

Il post incauto fatto dal follonichese è poi stato cancellato ma in molti hanno avuto la possibilità di leggerlo. «Quando si usano i social è fondamentale rendersi conto del mezzo che si ha tra le mani – dice Benini – con questo non voglio assolutamente mettere in discussione la legittimità della discussione politica. Se ne leggono di continuo di attacchi e non è messa in dubbio la libertà di espressione ma in questo caso le accuse sono state fatte senza consapevolezza, con l’aggravante della leggerezza». Ovviamente con l’utilizzo dei social episodi di questo tipo sono sempre più frequenti e già in passato la Cassazione ha riconosciuto la pubblicazione di frasi offensive sulla bacheca di Facebook come aggravante del reato di diffamazione poiché mezzo potenzialmente in grado di coinvolgere un numero indeterminato di persone. Chi pubblica sui social network frasi ingiuriose, offensive, denigratorie atte a ledere l’altrui dignità rischia la reclusione fino ad un anno o una multa fino a 1.032 euro che può arrivare a 2.065 euro qualora venga anche attribuito anche un episodio o una condotta determinata. E in caso di vittoria Benini devolverà tutto all’emergenza abitativa della città del golfo. —

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