Chiede elemosina per conto del parroco, ma si trova davanti proprio il sacerdote
Segnalazione ai carabinieri per un uomo che già aveva usato questo stratagemma. Don Marcello mette in guardia
CAPALBIO. Con intento truffaldino ha chiesto soldi «per conto del parroco», ma non sapeva che davanti a sé aveva proprio lui, il parroco Marcello Serio. È successo a Borgo Carige, frazione di Capalbio. L’autore del tentato raggiro ha provato lo stesso stratagemma, in altre circostanze, anche «per conto del sindaco Settimio Bianciardi».
L’episodio si è verificato sabato a Borgo Carige quando un uomo è andato in giro per il paese a chiedere soldi per una fantomatica associazione di disabili, spiegando di essere «mandato dal sindaco e dal parroco». Ha pensato che spendendo il nome del primo cittadino e del sacerdote sarebbe stato più facile ottenere denaro dalle persone, ma non aveva fatto i conti con la sfortuna. Nel suo peregrinare per il paese in cerca di persone da abbindolare ha incontrato proprio don Marcello, parroco di Borgo Carige.
Quell’uomo «mi ha incrociato mentre facevo la mia passeggiata giornaliera intorno alla zona della chiesa – racconta il sacerdote – Ero in tuta e con i miei due cani al seguito. Lui non sapeva chi fossi».
L’uomo si è quindi presentato a don Marcello, spiegando di essere mandato da don Marcello.... «Aveva un accento campano, indossava una giacchetta fluorescente con tanto di scritta di questa presunta associazione – aggiunge Serio – Ovviamente non gli ho dato nulla».
Don Marcello non ha fatto caso al nome impresso sulla giacchetta ma ha capito bene che si trattava di una truffa. E comunque una cosa l’ha fatta, racconta ironicamente. «Gli ho detto di portare i miei saluti a don Marcello. Ma ancora non mi sono arrivati. Forse se lo sarà dimenticato».
ll sacerdote ha fatto presente l’accaduto ai carabinieri. «L’Arma sapeva già di questa persona e mi ha detto che già stamani (ieri per chi legge, ndr) l’uomo si era spostato a Montiano».
Il parroco mette in guardia i cittadini capalbiesi e non solo, precisando che «nessuno è autorizzato, e nemmeno passa per la testa mia e del sindaco, di mandare qualcuno per le case a chiedere niente a nessuno». Don Marcello invita chiunque a chiamare i carabinieri nel caso la persona si facesse viva e chiedesse del denaro. Le truffe di questo genere sono sempre più diffuse e hanno copioni di volta in volta diversi, dalle telefonate di falsi avvocati passando per sedicenti operai del gas o di altre aziende che vengono a chiedere soldi a casa degli utenti. —
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