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Un intreccio di corpi per un mondo migliore
Intrappolati nel cemento come fossero radici di piante tendono al cielo: è l’originale proposta di Isabella Schicchi
grosseto. Continuano a arrivare proposte per il concorso di idee dell’Albero di Natale Ecologico e Popolare lanciata da Guido del Gizzo, che con Archetipi srl si è aggiudicato la gestione del Cassero Senese e che – dalle pagine del Tirreno – ha lanciato un invito a tutta la comunità: “Fatevi avanti, ideate il vostro albero, lo realizzeremo noi alla Fortezza; l’importante è che sia ecologico, popolare e allestibile dai bambini delle scuole”. Una giuria – che sarà composta da una rappresentanza di Archetipi, Clarisse Arte (che ha accolto con favore l’iniziativa) e Il Tirreno – sceglierà, tra quelle giunte, la proposta “vincente”, che dalla carta (o dal bozzetto) diventerà realtà a spese e cura di Archetipi.
I progetti arrivati alla redazione del Tirreno (se volete partecipare potete inviare la vostra proposta a grosseto.it@iltirreno.it) sono complessivamente sei: l’ultimo, in ordine di tempo, è quello di Isabella Schicchi. È lei stessa a descriverlo ed è pronta anche, eventualmente, a realizzare un modellino in argilla o gesso.
«Ho immaginato questo albero come creato da tante persone che, intrappolate nel cemento (come le radici di un albero) cercano di fondersi per rimediare ai danni che abbiamo creato e puntano verso il cielo. L’intreccio – descrive – è l’unione delle persone, di diverso “colore”, religione, sesso e orientamento sessuale: le mani che creano l’inizio della chioma infatti simboleggiano proprio il fatto che siamo tutti uguali. La punta dell’albero con le due mani rialzate verso il cielo simboleggia un’unione spirituale e il dare indietro ciò che abbiamo strappato alla Natura. Gli acchiappa sogni pendenti dalle dita delle mani sono invece un invito a sperare in qualcosa di positivo e tengono compagnia con il lieve suono».
«Per la realizzazione – continua Isabella – ho pensato a un vecchio palo della luce o qualcosa del genere, fissato a terra. Per la struttura del tronco a vecchi manichini di diverse altezze (donne, uomini, bambini) stuccati tra loro per farli sembrare un tutt’uno con l’intreccio di fili di ferro o di qualunque altro materiale possibile che poi andrà a congiungersi con la punta, costruita sempre con pezzi di manichino. Per quanto riguarda i fili esterni che partono dalla punta fino ad arrivare all’inizio del tronco, sono luci natalizie che possono essere appoggiate su fili metallici o direttamente da sole. Per il colore ho pensato al grigio cemento; marrone chiaro e scuro (dipende dal colore della pelle delle persone) anche le mani come se formassero i rami dell’abete; il palo blu è celeste: deve dare la sensazione di una salita verso ciò che è pulito; l’intreccio sul palo, marrone fino alle due mani rivolte verso l’alto che all’inizio sono marroni, ma dalla punta delle dita scende (il bene, il punto di arrivo) in blu e schizzi di oro e bianco. Intorno al tronco e all’interno della chioma (tra le mani lasciate in bianco e il palo) possono essere inseriti anche delle piante». –
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