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Grosseto

Garibaldi e i suoi segreti Ecco Emidio, ex artigiano con la storia nel cuore

IVANA AGOSTINI
Garibaldi e i suoi segreti Ecco Emidio, ex artigiano con la storia nel cuore

Da Banti all’Eroe dei due mondi che caricò il pane al forno Raveggi Cagnoli è una memoria inesauribile di aneddoti e preziosi racconti 

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LA STORIA

IVANA AGOSTINI

Aneddoti, storie, racconti. Chi capita a Orbetello e vuol conoscere i segreti delle sue vie o delle sue mura, lo chieda ad Emidio Cagnoli. Ex artigiano edile, socio del circolo Mariotti, un uomo che ha fatto della sua passione per la storia quasi una missione. Ha 75 anni.

L’amore per la storia, soprattutto quella locale, forse l’ha sempre avuta perché l’ha ereditata dal nonno materno.

Da ragazzo aveva qualche difficoltà a far capire la sua passione ai coetanei. Parlava di storia persino alle ragazze con cui usciva. Emidio di Orbetello sa tutto o quasi. Ogni vicolo ha un suo perché e lui lo conosce.

«A Orbetello – dice con rammarico – si parla troppo poco di cultura. Lo si fa in conferenze, convegni e poco nelle scuole dove tanti ragazzi non sanno cos’è successo davvero nel loro paese e quanto Orbetello sia stato importante in alcuni periodi storici».

Cagnoli inizia subito a raccontare come un fiume in piena, felice di avere l’occasione di snocciolare un po’ del suo sapere per far conoscere meglio il suo paese. «Tutti sanno che Garibaldi è passato da Talamone – racconta – In pochi sanno che il pane che ha permesso il sostentamento dei Mille che sono arrivati a Marsala Garibaldi lo ha caricato a Orbetello, al panificio Raveggi che era nella ex via dei Mille oggi via Furio Lenzi. Un parente di Raveggi era con Garibaldi e fece fermare qui il generale per caricare il pane per i garibaldini».

Non solo. C’è la storia di via Angelo Banti. «Ha portato la corrente elettrica da un paese all’altro. Non tutti sanno che era nato a Orbetello».

Il paese in riva alla laguna ha dato natali illustri, è stato protagonista delle Crociere Atlantiche, ha un Duomo che – secondo Cagnoli – «è il depositario di tutta la storia di Orbetello e dei paesi circostanti». L’orbetellano sa tante cose perché, da ragazzino, ascoltava gli anziani che raccontavano storie.

Un’abitudine che si è persa e che ad Emidio piacerebbe potesse tornare a vivere.

«Io ascoltavo tutti, colti e meno colti – aggiunge – perché da tutti si possono imparare tante cose. Poi andavo a verificare di persona. Ma non andavo a consultare dei libri, andavo a vedere di persona. Se mi raccontavano di una pietra, io andavo a cercare quella pietra. Per leggerla. Le pietre, se si sanno leggere, sanno raccontare tante cose».

Per Cagnoli Orbetello nel tempo è cambiata solo in apparenza. «Forse è cambiata la struttura – dice – ma non è cambiata la mentalità degli orbetellani che è quella del “tirare a campare”. Mi piacerebbe che Orbetello potesse fare un salto di qualità».

A proposito dei rapporti tra Orbetello e gli altri paesi del comune. «Prima esisteva solo Orbetello poi sono arrivate Albinia, Fonteblanda e anche Polverosa. Lì c’è una storia diversa dalla nostra. Gli orbetellani non hanno a che fare nulla coi butteri, con Tiburzi ma nelle campagne la storia è diversa e forse per questo nascono anche un po’ di divisioni».

Infine Cagnoli lancia un appello ai concittadini: «Svegliamoci. Abbiamo tantissima cultura nel nostro territorio, dobbiamo farla conoscere, promuoverla e farla diventare la nostra futura ricchezza così come la laguna di Orbetello che non ha eguali». —

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