Italia
«In Maremma ci sono 1000 Fido abbandonati che cercano casa»
L’appello di Silvia Preziosi (presidente della Lega nazionale difesa del cane) per creare una cultura del rispetto verso tutte le forme di vita e contro i maltrattamenti
GROSSETO. Animali da salvare e accudire e a cui trovare una famiglia ma anche persone da informare e sensibilizzare per una società più etica e attenta, capace di tutelare i diritti di tutti, animali e umani. Il campo di azione di un’associazione storica come la Lega nazionale per la difesa del cane è molto ampio e lo racconta al Tirreno la presidente della sezione di Grosseto, Silvia Preziosi.
LE ASSOCIAZIONI: L'INIZIATIVA DEL TIRRENO
Prosegue con lei il viaggio del giornale nel mondo del volontariato provinciale attraverso il progetto “Io e Te. Associamo i cuori” partito un mese fa. La Lega nazionale per la difesa del cane Animal Protection è stata fondata a Milano nel 1950 e da allora si batte senza sosta per aiutare tutti gli animali (non solo i cani) in difficoltà, abbandonati e maltrattati. La Lndc è un’associazione privata, apartitica, senza finalità di lucro e non riceve finanziamenti dallo Stato: a livello nazionale conta su 3mila tra volontari e attivisti e ogni anno riesce ad accudire 50mila animali.
La sezione grossetana è nata negli anni ’90 e come le altre presenti sul territorio nazionale ha una certa autonomia decisionale e un proprio consiglio direttivo. Quello attuale, in carica da otto anni, è formato da Silvia Preziosi (presidente), Veronica Ciani (vicepresidente), Rita Preziosi (tesoriere), Blu Marziale (revisore dei conti) e dai consiglieri Claudia Rossi e Massimo Massaro.
I volontari della Lndc operano su tutto il territorio provinciale grazie al sostegno generoso dei suoi soci e di quanti riconoscono valore al loro operato. Le porte sono sempre aperte per nuovi volontari che abbiano tempo e amore da dedicare agli animali e per chi voglia fare una donazione. Su Facebook potete visitare la pagina Lega nazionale per la difesa del cane – sezione di Grosseto. Info 338 2875268 e legadelcane.gr@gmail.com.
LA STORIA
“Il nostro impegno quotidiano a livello nazionale e locale ha un unico obiettivo, riuscire a creare una cultura del rispetto verso tutte le forme di vita e un senso di responsabilità collettiva che porti a eliminare il fenomeno dei maltrattamenti, degli abbandoni e delle violenze nei confronti degli animali».
La presidente della sezione grossetana della Lega nazionale per la difesa del cane Silvia Preziosi, da vent’anni impegnata come volontaria, sintetizza così la missione portata avanti dall’associazione e che si traduce in due attività principali che procedono parallelamente: da una parte prendersi cura di animali abbandonati o provenienti da canili lager e occuparsi di tutte le loro necessità, dal cibo alle cure veterinarie, dall’altra organizzare campagne di sensibilizzazione, curare pubblicazioni e iniziative benefiche di autofinanziamento.
«In altre parti d’Italia l’associazione gestisce propri canili-rifugio – spiega Silvia – Noi non abbiamo una struttura dedicata per cui gli animali bisognosi o abbandonati vengono ospitati in stallo nelle abitazioni private dei volontari. Parliamo prevalentemente di cani e gatti ma ci occupiamo anche di altre specie. Un fenomeno purtroppo diffuso è quello delle cessioni di proprietà, quando una famiglia decide di non poter più tenere con sé l’animale: a volte ci sono dietro motivazioni serie e che non possiamo che rispettare ma molti sono i casi in cui muore il proprietario e gli eredi non vogliono più prendersi cura del suo cane o dei suoi gatti. E poi c’è la piaga degli abbandoni e dei maltrattamenti per cui ci dobbiamo occupare di animali che sono spesso spaventati, denutriti e fortemente traumatizzati».
Al momento la sezione grossetana si occupa direttamente di venti cani e per quattro di loro paga una pensione privata. Moltissimi i gatti seguiti: alcune socie gestiscono colonie feline nel territorio del comune di Grosseto e tutta l’associazione si fa carico delle raccolte cibo e del pagamento delle spese veterinarie per i mici di strada. «Per far fronte a questi impegni – spiega la presidente – contiamo sul tesseramento annuale, sulle donazioni dei privati e sulle iniziative di raccolta fondi. E poi ci sono i gadget col marchio dell’associazione come le magliette che i nostri sostenitori possono avere con un’offerta. Per noi è un aiuto, per loro un segno di appartenenza e di condivisione dei nostri valori». Per un aiuto concreto in scatolette e croccantini ci sono anche le raccolte nei negozi specializzati come Bravopet e Alfatec dove chi fa la spesa per i propri amici a quattro zampe può pensare anche a quelli meno fortunati. E sono purtroppo tanti. «Solo nella nostra provincia – dice Silvia – nei quattro canili privati convenzionati con le amministrazioni comunali ci sono circa mille cani che avrebbero tutti diritto a una nuova famiglia. E con questo dato posso parlare del nostro secondo impegno come associazione, quello di promuovere le adozioni degli animali abbandonati. Noi amiamo parlare di adozione consapevole e seguiamo un iter ben strutturato quando cerchiamo nuovi proprietari per i cani che abbiamo accudito dopo un abbandono o una cessione di proprietà perché accogliere un animale in famiglia non è cosa che può essere fatta alla leggera e soprattutto valutando parametri sbagliati come l’estetica o l’età dell’animale». Sugli argomenti su cui c’è più bisogno di corretta informazione la Lega del cane produce regolarmente opuscoli, vademecum e pubblicazioni a livello nazionale e locale. Ad esempio la sezione grossetana ha curato la piccola guida “Io e il cane. Vivere insieme consapevolmente” con i consigli dei volontari e le istruzioni di Mattia Gabriele, educatore cinofilo Csen-Coni.
Altro aspetto importante è la collaborazione con le altre associazioni di volontariato, animaliste e non, per progetti di valenza sociale come la partecipazione al tavolo di lavoro del progetto per la prevenzione del disagio giovanile “Street’s Rooms” tuttora in corso e portato avanti dal Comune di Grosseto e dal Coeso Sds. «Facciamo regolarmente – dice Silvia – progetti di educazione civica e ambientale nelle scuole e in biblioteca con l’obiettivo di far conoscere anche ai più piccoli cosa significa vivere con un animale e prendersene cura e cosa si può fare per prevenire fenomeni come l’abbandono e la violenza sugli animali». Infine la Lega del cane opera a stretto contatto con le istituzioni pubbliche e i servizi sociali territoriali in tutte quelle situazioni di disagio in cui sono coinvolti anche gli animali.
«Capita che ci vengano segnalate persone in difficoltà economica che non riescono più a pagare le cure mediche o il cibo per i propri animali e allora sopperiamo noi volontari. Più difficile intervenire quando ci sono situazioni di accumulo di animali nei cosiddetti canili lager ma facciamo tutto il possibile monitorando, sollecitando le autorità competenti e dando la nostra massima disponibilità operativa». —
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