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Scintille nel centrodestra Agresti non replica, si cerca la mediazione
GROSSETO. Per il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna è il periodo più difficile da quando – nel giugno 2016 – indossò per la prima volta la fascia tricolore. Uno stillicidio di pressioni, di strattonamenti, di spinte, a volte di senso opposto. Sulla sua candidatura, un po’ alla volta, stanno convergendo molti sindaci (da Pisa a Siena, passando per Piombino) e i big del centrodestra toscano.
Ieri è arrivato l’ennesimo endorsement, il più pesante, quello di Susanna Ceccardi, primo cittadino di Cascina e parlamentare europeo. «Dico la verità – ha dichiarato la Ceccardi – uno come Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, a me piace tantissimo: è sempre vicino alle persone, conosce bene i problemi della Toscana, è concreto ed è anche simpatico, il che non guasta mai». La Ceccardi, seppure defilata per la recente maternità, è la voce di Matteo Salvini in Toscana.
In città, invece, cresce la fronda di coloro che vorrebbero il sindaco dedito unicamente al governo della comunità locale. Vivarelli Colonna, su questo punto, ha già parlato. La sua posizione non cambia. Lui intende restare, ma non potrà dire di no se da Roma e da Firenze gli chiederanno di correre per diventare “sindaco” della Toscana. In questo momento, però, a preoccuparlo sono i malumori nella sua maggioranza. Forza Italia contro la Lega, Fratelli d’Italia che cresce e sembra mettersi di traverso rispetto a una sua possibile partenza. Nel frattempo si sta concretizzando il ritorno in maggioranza di Gino Tornusciolo, eletto con Fratelli d’Italia, poi fondatore del gruppo Casa Pound, ora nel gruppo misto. Tornusciolo vota da tempo con la maggioranza, ha un buon rapporto con il sindaco ed è vicino alla Lega (non solo di posto). Nel corso del prossimo consiglio comunale dovrebbe essere ufficializzato il suo rientro nei ranghi.
In questa fase non esce una parola dalla bocca del vicesindaco Luca Agresti, che preferisce declinare l’invito a rispondere alla Lega. Agresti era stato chiamato in causa rispetto al durissimo documento del suo partito, Forza Italia, e pare abbia cercato di mediare tra le posizioni intransigenti del coordinatore Sandro Marrini e della deputata Elisabetti Ripani e la triade leghista (Lolini, Ulmi e Pacella). Insomma, una situazione di fibrillazione che l’esito delle elezioni in Umbria ha ulteriormente accresciuto. Proprio Claudio Cosimo Pacella (Lega), presidente del consiglio comunale del capoluogo, è l’altro nome, dopo quello del centrista Giovanni Lamioni, che viene ripetuto come papabile candidato all’eventuale successione di Vivarelli Colonna. La Lega, nel caso di un mancato Vivarelli bis, pretende che sia un suo uomo a correre per il Comune di Grosseto. —
Gabriele Baldanzi
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