Una causa dei cattivi odori? «Cumuli di digestato lasciati lì»
Per il Forum Ambientalista il problema è la permanenza, per tempi troppo lunghi e in quantità eccessive, del materiale depositato su terreni ma non “incorporato”
Grosseto. Il Forum Ambientalista Grosseto interviene sulla questione dei cattivi odori che si diffondono in città e sulla presenza di diversi impianti a biogas che cingono Grosseto.
FOCUS SUI MATERIALI
«È necessario fare chiarezza sui materiali di cui si parla – dice Roberto Barocci del Forum Ambientalista – Dagli impianti a biogas intorno a Grosseto non escono compost o humus, frutto della fermentazione aerobica, di cui c’è un gran bisogno nei terreni agricoli che hanno perso la capacità di resistere al ruscellamento delle piogge. Tanto meno escono i letami di stalla come invece ha detto il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Dagli impianti a biogas esce il digestato, derivato dalla fermentazione anaerobica che la componente organica subisce per un paio di settimane. Il digestato è costituito da due componenti, una solida e l’altra liquida, poco stabili rispetto al compost e ai letami di stalla e molto meno utili all’agricoltura. È pertanto preferibile la fermentazione aerobica dei rifiuti organici. Inoltre, la fermentazione anaerobica, oltre ai gas da bruciare con la conseguente emissione delle Pm, genera ammoniaca e acido solfidrico dagli odori sgradevoli, che sono un campanello d’allarme: con la fermentazione anaerobica si producono anche forti concentrazioni di batteri pericolosi per la salute».
TEMPI E QUANTITÀ
Ecco perché, sottolinea Barocci, «l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda massima attenzione al rispetto delle norme sulla distribuzione nei terreni agricoli dei digestati». Barocci dettaglia quali sono queste regole, contenute in un regolamento varato dalla giunta della Toscana, il 46/R/2008, in attuazione della legge regionale 20/2006: «Le norme stabiliscono che il digestato deve essere incorporato ai terreni “simultaneamente allo spandimento e comunque entro un periodo di tempo successivo idoneo a ridurre le perdite di ammoniaca, il rischio di ruscellamento, la lisciviazione e la formazione di odori sgradevoli” (art 23, comma 4)». Questo obbligo, secondo Barocci, non sarebbe sempre rispettato: «Il Comitato Grosseto Aria Pulita ha assistito al deposito del digestato in terreni agricoli per molti giorni, duranti i quali le piogge hanno potuto dilavarli e i venti hanno distribuito i cattivi odori». Sarebbe questa, dunque, secondo Il Forum Ambientalista la causa dei cattivi odori avvertiti in città. Non solo. «Le norme stabiliscono – continua Barocci – che “le quantità impiegate devono tener conto del reale fabbisogno delle colture” (art 23, comma 6) perché la condizione per il loro utilizzo è che sia dimostrato, con una comunicazione al Comune, “un effetto concimante e ammendante del terreno” (art 23, comma 1). Tant’è che vengono stabiliti limiti quantitativi annuali per ciascun ettaro di terreno».
LE RICHIESTE IN STANDBY
Il Comitato Grosseto Aria Pulita «ha chiesto da un anno al sindaco – sottolinea Barocci – di conoscere i dati quantitativi di tali depositi. E di sapere in quali terreni vengono distribuiti tali digestati. Il tutto senza ottenere risposte. I dirigenti del Comune hanno risposto alla consigliera regionale Monica Pecori di non aver ricevuto le suddette comunicazioni». «Il sindaco – continua Barocci – ha ripetuto che le verifiche sugli impianti a biogas hanno dimostrato che tutto è in regola, ma se è così significa che queste verifiche non riferiscono il vero: i quantitativi di materiale depositato nei terreni, come si evince da alcune situazioni (vedi foto), sono molte volte superiori alle quantità massime consentite. Non è in atto una concimazione, ma è in atto un deposito di rifiuti per il quale chiediamo verifiche». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
