Il Tirreno

Grosseto

un doppio lutto 

Morti i due fratelli Barbieri a poche ore l’una dall’altro

Gabriele Baldanzi
Morti i due fratelli Barbieri a poche ore l’una dall’altro

Fiorella avvocata e Oreste commercialista, 91 e 86 anni. Domani i funerali La sorella Grazia Maria, 88 anni, era deceduta tre mesi fa

3 MINUTI DI LETTURA







Hanno chiuso gli occhi a poche ore di distanza l’uno dall’altra – tra venerdì pomeriggio e sabato mattina – i fratelli Barbieri (Fiorella, 91 anni, avvocato in pensione e Oreste, detto Rori, 86 anni, commercialista molto conosciuto in città).

Non si erano mai sposati e fin dalla nascita avevano vissuto insieme, uno accanto all’altra, con la sorella Grazia Maria, insegnante di lettere alle scuole medie e poi al Magistrale, che aveva compiuto la stessa scelta, il nubilato. Grazia Maria era scomparsa tre mesi fa, a 88 anni. La famiglia Barbieri apparteneva allo storico tessuto sociale cittadino. Tutte persone di elevata formazione culturale.

La primogenita Fiorella, in particolare, era stata una delle prime donne avvocato dell’intera provincia, come emerge dall’albo dell’Ordine. Non solo. Pochi sanno che Fiorella, prima di abbracciare l’avvocatura, in forza della sua bella presenza e della sua ottima conoscenza delle lingue straniere, era stata anche hostess di Alitalia. Una donna che, partendo dalla provincia, dalla Maremma, aveva precorso i tempi. La vita dei fratelli Barbieri è trascorsa quasi per intero nella casa di famiglia, in via Ginori, a pochi passi dall’asilo Vittorio Emanuele e dal centro storico. Negli ultimi anni i tre fratelli si erano poi trasferiti in un altro appartamento, in piazza Volturno, anche per agevolare Fiorella nella sua attività legale, essendo più vicina al palazzo di giustizia. Appassionati di animali, e in particolare di cani, che accudivano con assiduità e amore, i Barbieri era facile incontrarli alle iniziative culturali organizzate in città, in teatro, in libreria. Fiorella era stimatissima soprattutto nell’ambiente forense e lo studio legale-commerciale con il fratello ha rappresentato, negli ultimi 40 anni, un punto di riferimento per centinaia di grossetani. Il padre di Rori e Fiore era stato un colonnello della milizia negli anni Trenta, poi un imprenditore. Nel 1953 era precipitato, in auto, scendendo la collina del Romito, vicino a Livorno. Una morte drammatica che aveva toccato i tre fratelli e che successivamente ne aveva condizionato la vita. Dopo questo dramma, l’unione tra i fratelli si era infatti rafforzata fino a diventare un legame indissolubile.

«Sembra quasi – racconta l’amico Giuseppe Tilli – che si siano dati appuntamento in cielo. Una coincidenza che certo non attenua il dolore di chi voleva loro bene, ma che abbiamo preso come un segno positivo, di amore e fratellanza senza eguali. Insomma, una piccola consolazione».

Come detto, tra i fratelli Barbieri c’era sempre stato un rapporto solidissimo e quello che è successo fa quasi pensare che uno abbia dovuto fare il primo passo per aiutare l’altra a fare lo stesso. Dopo aver condiviso migliaia di ore, l’infanzia, l’adolescenza, le gioie e le difficoltà della vita, adesso si ritrovano tutti insieme anche nel tragico momento della morte. Un finale da letteratura. I due fratelli superstiti, dopo la morte della sorella “mezzana” erano entrati in un tunnel di costernazione. Un mese fa Fiorella aveva subito la frattura del femore e da allora non si era più ripresa; Rori, invece, soffriva di ischemie. Per queste ragioni entrambi erano ricoverati all’ospedale Misericordia di Grosseto. Tra venerdì sera e ieri mattina si sono spenti a distanza di poche ore l’uno dall’altra.

Una funzione unica è fissata in Cattedrale, domani alle 11, giorno di compleanno per Rori. Poi i corpi verranno trasferiti a Livorno per la cremazione, mentre le urne cinerarie troveranno posto successivamente a Sterpeto, vicino ai genitori e alla sorella. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera