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l’iniziativa 

Se spegni le luci dell’Albero potrai vedere la Via Lattea

Lina Senserini
Se spegni le luci dell’Albero potrai vedere la Via Lattea

Artista e bioarchitetto, Rodolfo Lacquaniti dice la sua sul concorso di idee  per l’Abete di Natale Ecologico e Popolare. E lancia un originale suggerimento

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Dall’8 dicembre al Cassero senese ci sarà un Albero di Natale Ecologico e Popolare. L’idea, sposata da Clarisse Arte e sulla quale artisti e addetti ai lavori stanno dicendo la loro, è di Guido Del Gizzo che con Archetipi srl si è aggiudicato la gestione della Fortezza. L’invito a proporre il proprio progetto di Albero è aperto a tutti: e mentre giungono le proposte, Il Tirreno invita gli artisti a pronunciarsi su questa idea. Rodolfo Lacquaniti, 64 anni, calabrese di origine, bioarchitetto, artista e performer, nel 2002 è arrivato in Maremma, dove ha ideato e realizzato il giardino “Viaggio di Ritorno”, nel comune di Castiglione della Pescaia. È un progetto che mette insieme diverse forme e espressioni artistiche, accomunate dal materiale con cui sono costruite: rifiuti, oggetti di scarto recuperati e riciclati – plastiche, lamiere, bottiglie di vetro, vestiti – che riassemblati diventano arte. Le sue opere sono una riflessione sul consumismo, sulla facilità con cui si gettano via gli oggetti ritenuti non più utilizzabili, che invece riacquistano una nuova dignità. L’albero di Natale Ecologico e Popolare quindi rientra appieno nella filosofia di Lacquaniti, come risposta ai simboli consumistici delle feste.

Che ne pensa dell’idea?

«Non posso che essere d’accordo: ovunque ci siano iniziative a sfondo ecologico non può essere che un bene. In più, quando la comunità si riunisce intorno a un’idea, si mettono insieme energie, messaggi, si creano contatti. Tanto più se c’è anche una tematica ambientale. È importante per ricreare “quello spirito di comunità che fa bene a tutti” di cui parla Del Gizzo.

La città raccoglierà l’idea? «Sono molto fiducioso che le persone parteciperanno con progetti. L’importante è che questo “nuovo” Albero non sia in contrapposizione a quello tradizionale che viene fatto in piazza, ma che sia ad esso complementare. Se poi è un progetto ecologico e rispettoso per l’ambiente, può veicolare un messaggio formidabile, trasformandosi nell’esempio concreto di come sia possibile scrivere una pagina nuova dei nostri comportamenti a partire dalle piccole cose. Per mandare un messaggio di pace e di spiritualità, quale vuole essere l’albero di Natale, non è necessario tagliare una pianta e addobbarla con luci che consumano energia».

Cosa ne pensa degli addobbi natalizi cittadini?

«Il tema dello spreco di risorse mi tocca in profondità. A parte il mio giardino “Viaggio di ritorno”, in cui le opere sono prodotte con materiali di recupero, ho lanciato anche la “Biennale dello Scarto”, contro l’arte che inquina. Un’artista, che è anche portatore di un messaggio e che espone in contesti prestigiosi e molto frequentati, dovrebbe fare attenzione a realizzare opere con materiali che inquinano. La mia Biennale itinerante, è partita da Venezia e sta facendo il giro del mondo. Man mano che io mi sposto per lavoro, faccio fotografie e porto virtualmente le mie opere per protestare contro l’arte che spreca e inquina. Sono un bioarchietto e so cosa vuol dire usare materiali che sono come veleno. Per lo stesso motivo, è inutile fare un albero ecologico e metterci luci da non si sa quanti Watt».

L’Albero al Cassero come lo immaginerebbe?

«Io posso solo dare consigli affinché sia un progetto e un prodotto veramente ecologico. Chi dovrà valutarlo deve stare attento a queste caratteristiche, perché se l’albero inquina è fallita una parte dell’idea. A prescindere da come verrà fatto, dovrebbe avere una scheda tecnica che indica la classe energetica, i materiali usati, la loro provenienza. Questa idea potrebbe andare anche oltre, potrebbe contribuire a diminuire le emissioni di CO2, mettendo nel progetto l’obbligo (mi si passi il termine) di piantare altri alberi, ad esempio. Oppure evitando di mettere luci e sprecare energia. Siamo in Maremma, basta spegnere una lampada e si vede tutta la volta celeste. Ecco questo potrebbe essere il messaggio: spegniamo l’albero e andiamo a vedere la Via lattea». –

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