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Scoperto alla stazione dal cane antidroga con 44 dosi di ketamina
Era appena arrivato: fuggito, è stato trovato a Barbanella È stato messo ai domiciliari a casa della madre
grosseto. Era appena sceso dal treno arrivato da Roma, insieme alla fidanzata. Gli si è avvicinato Dankan, il cane antidroga, che ha fiutato subito qualcosa. In effetti, nelle tasche aveva della sostanza stupefacente, una quindicina di grammi di hashish, suddivisi in 32 dosi. Ma, soprattutto, con sé aveva della ketamina, una droga sintetica, utilizzata anche nelle corse clandestine per dopare i cavalli: 44 dosi, 22 grammi in tutto.
È per questo motivo che Valerio Romano, 24 anni, nato a Roma ma residente a Scansano, è scappato, cercando di disfarsi di un involucro, poi recuperato. Una corsa proseguita fuori dalla stazione (nel frattempo Romano aveva perso il cellulare), verso piazza Marconi e via Mameli e terminata circa un’ora dopo in un appartamento della città dove il giovane uomo si era rifugiato, a Barbanella, con l’arresto da parte dei militari della Compagnia della guardia di finanza per le ipotesi di detenzione a fini di spaccio. Decisivo, per il rintraccio in tempi celeri di Romano, l’esame del cellulare recuperato e portato in caserma, sul quale erano arrivate alcune chiamate.
L’operazione antidroga si è sviluppata nella serata di giovedì, intorno alle 19.30, e ha comportato anche la denuncia a piede libero della fidanzata, ventenne, di origini milanesi, per minacce a pubblico ufficiale, oltraggio e favoreggiamento personale: la giovane, secondo le fiamme gialle, era in stato di alterazione e avrebbe cercato di ostacolare le attività di polizia giudiziaria. Talmente alterata che, d’intesa con la magistratura, è stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio.
Quando la guardia di finanza è andata a casa di Romano, ha trovato altra droga: 2 grammi di marijuana. Tutto è stato messo sotto sequestro (l’esito delle analisi di laboratorio non è stato ancora messo a conoscenza), mentre il giovane è stato portato in carcere prima dell’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice Sergio Compagnucci. Questi ha convalidato il provvedimento e ha poi disposto per Romano, assistito dall’avvocato Alessandro D’Amato, gli arresti domiciliari in casa della madre, a Scansano.
L’indagato ha spiegato di aver acquistato per 500 euro la droga a Tor Bella Monaca, luogo dove si rifornisce abitualmente perché consumatore. Il giudice delle indagini preliminari non ha però creduto alla sola ipotesi del consumo personale, ritenendo che almeno una parte della sostanza stupefacente fosse destinata alla cessione. Anche perché Romano non ha un lavoro stabile. La combinazione di questi fattori ha comunque indotto il gip a ritenere che si tratti di un caso di piccolo spaccio, un’ipotesi lieve, tale da giustificare la concessione degli arresti domiciliari, misura ritenuta idonea a scongiurare il pericolo che Romano - che comunque non ha precedenti - possa di nuovo commettere episodi di questo genere. Dunque arresti domiciliari a casa della madre, con il divieto non solo di allontanarsi senza permesso ma anche di comunicare con le persone diverse da quelle che convivono con lui, mediante qualsiasi mezzo. —
Pierluigi Sposato
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