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lo studio 

La Maremma brucia 233 milioni l’anno A Follonica il record del gioco d’azzardo

Giulia Sili
La Maremma brucia 233 milioni l’anno A Follonica il record del gioco d’azzardo

Le città della costa sono quelle in cui si scommette di più Il Coeso porta avanti un progetto contro le ludopatie

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grosseto. Sono dati sconcertanti quelli relativi al gioco d’azzardo nella provincia di Grosseto che sono stati forniti dal Coeso Società dalle Salute. Si tratta di un totale di 233 milioni di euro spesi nel 2018 soltanto all’interno della provincia. E in media, per 100 euro giocati, ne vengono persi ogni volta circa 77, tenendo quindi in tasca appena 23 euro. In particolare, di questi 233 milioni, 158 milioni andati ad alimentare slot e videolottery. «Una piaga» per il Coeso «da combattere con un progetto in rete».

In media in provincia di Grosseto sono stati spesi 1051 euro per residente e 1218 per residente maggiorenne.

Se analizziamo il dettaglio della cifra spesa sul territorio solo in slot e videolottery la somma ammonta a 711 euro per residente e 825 euro per residente maggiorenne.

Un dato lievemente più basso rispetto alla media toscana dove gli euro spesi per slot e videolottery sono 938 per residente e 1104 per residente maggiorenne.

Il primato negativo della provincia va a Follonica con 1.714 euro per residente e maggiorenne, seguita da Orbetello (con 1.646 euro), Grosseto (1.579) e Castel del Piano (1.567), che si collocano tutti sopra la media regionale attestata su 1.565 euro. In coda troviamo i comuni di Roccalbegna (con 46 euro) Montieri (con 128 euro) e Monterotondo Marittimo (con 134 euro). «Si tratta di dati che devono farci aprire gli occhi su quanto questa pratica sia diffusa e su che tipo di esborso comporta per i cittadini», commenta Massimiliano Marcucci, referente scientifico del Coeso per il gioco d’azzardo patologico. «Altro dato da sottolineare – aggiunge – è come i comuni con le cifre medie per residente più alte siano quelli costieri, ad alta vocazione turistica: se vogliamo affrontare il problema c’è bisogno di creare una comunità più consapevole, attraverso azioni di formazione e informazione sul fenomeno».

Proprio per contrastare questa tendenza diffusa è nato “In gioco contro l’azzardo” un progetto realizzato da Coeso e finanziato dalla Regione Toscana, da tempo impegnata per il contrasto alle ludopatie. «Vogliamo promuovere un cambio culturale – spiega Fabrizio Boldrini, direttore della Società della salute – a partire proprio dai giovani, perché la pratica dell’azzardo è molto diffusa anche tra gli adolescenti».

Ecco quindi che la creazione della rete, fatta da soggetti pubblici e privati, può contribuire in maniera importante a promuovere azioni di sensibilizzazione e consapevolezza per evitare l’insorgere di patologie. Perché alla dipendenza da gioco d’azzardo si associano poi problemi sociali gravi, a partire dall’impoverimento della famiglia, che spesso non riesce più a fronteggiare le spese quotidiane rischiando così di ricorrere a prestiti che difficilmente riesce a onorare e, nei casi peggiori, di finire in mano agli usurai.

In Italia si spendono per il gioco d’azzardo lecito circa 107 miliardi di euro, con una crescita costante negli ultimi anni e con un valore che dal 2008 è più che raddoppiato. Il 30 per cento di questa cifra – circa 31,4 miliardi nel 2018 – deriva dal gioco online, il restante 70% (75, 3 miliardi di euro) viene giocato attraverso la rete fisica. E dei 75, 3 miliardi di euro giocati attraverso la rete fisica, 233 milioni sono stati giocati in provincia di Grosseto.

«Il dato è sconcertate – commenta il sindaco di Follonica Andrea Benini – Abbiamo avviato un dialogo con il Forum del volontariato e con il Cesvolt per fornire supporto alle ludopatie e iniziare un lavoro culturale mirato». — Giulia Sili

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