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Grosseto

IL PROGETTO

Carcere nell’ex caserma: rassicurazioni da Bonafede

Francesca Gori
L'ex caserma Barbetti (foto Bf)
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L'ex caserma Barbetti (foto Bf)

Con il cambio di Governo il trasferimento alla Giustizia dell’Ansaldo è slittato. Parla il ministro: «Il conferimento è imminente». I sindacati chiedono risposte

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GROSSETO. Forse ci siamo. O forse, ci stiamo avvicinando alla data in cui l’ex caserma Barbetti, quella sulla Senese, passerà dal ministero della Difesa a quello della Giustizia. E di lì a poco, probabilmente, potrà prendere il via il progetto di realizzazione di una cittadella penitenziaria dove verranno trasferiti i detenuti del carcere di via Saffi.

Tutto questo sarebbe dovuto succedere già a settembre ma con il nuovo Governo, la firma del passaggio è slittata. Mercoledì 16 ottobre il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha di nuovo rassicurato l’amministrazione penitenziaria che aspetta e chiede ormai da anni un nuovo carcere a Grosseto. «Entro il prossimo anno - ha detto il ministro - si dovranno portare a compimento le riconversioni a uso penitenziario della ex Caserma Battisti di Bagnoli e della ex Caserma Bixio di Casale Monferrato, mentre è imminente il conferimento all’amministrazione Penitenziaria della Caserma Barbetti di Grosseto e sono in corso gli studi di fattibilità per la riconversione della Caserma Capozzi di Bari».

La firma del passaggio quindi, è imminente, proprio come aveva chiesto la scorsa settimana la Prefetta Cinzia Torraco che era tornata a scrivere al ministero della Giustizia e proprio come chiedono da tempo anche i sindacati della polizia penitenziaria.

A Grosseto serve un carcere moderno con una capienza ben superiore a quella dell’edificio ottocentesco che si trova dentro le mura della città.

«Quello che vorremmo - dice Francesco Sansone, segretario provinciale della Uil agenti pentienziari - è un interessamento e un coinvolgimento della politica locale, in vista soprattutto delle prossime elezioni regionali. Il nuovo carcere è ormai diventato necessario e questo concetto, sembra essere condiviso da tutti, anche dagli amministratori». I sindacati della polizia penitenziaria avevano chiesto a gran voce, anche con una manifestazione davanti alla Prefettura, che l’iter della realizzazione della nuova struttura si completasse in tempi rapidi. «È infatti impossibile utilizzare il penitenziario di Massa Marittima - dice Sansone - perché là non ci sono le condizioni di sicurezza per i detenuti che vengono arrestati ad esempio la prima volta. E poi dista quasi 60 chilometri dalla città, dove c’è il tribunale».

La ristrutturazione di parte dell’ex caserma Barbetti sembra quindi la soluzione ideale. Ristrutturazione che, a dirla con le parole del ministro Bonafede, dovrà tenere conto di alcuni fattori: dovranno essere i migliorati i rapporti tra i detenuti e le famiglie (Bonafede ha citato la prosecuzione della sperimentazione dei video-colloqui con utilizzo della piattaforma Skype e la presenza di asili nido nelle strutture femminili).Mentre per quanto riguarda la polizia penitenziaria, i cui organici risentono di 3155 scoperture, il ministro ha ribadito che «nel 2019 entreranno 1500 uomini e saranno poi assunti anche 1300 allievi agenti».

L’innalzamento della sicurezza negli istituti penitenziari verrà perseguito anche grazie alla dotazione di «prodotti antitaglio, nuovi giubbotti antiproiettile, prodotti paracolpi, scudi curvi, maschere facciali, dispositivi per il rinvenimento di cellulari (jammer)».—
 

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