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Nasce l’osservatorio per lo sviluppo “green”

Nasce l’osservatorio per lo sviluppo “green”

Polo universitario, Comune e Provincia danno vita all’ente Lo scopo è avviare un laboratorio sullo sviluppo sostenibile

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GROSSETO. Fondazione Polo universitario, Comune e Provincia di Grosseto danno vita all’Osservatorio per lo sviluppo sostenibile della Maremma. Gli enti, uniti, «vogliono avviare un laboratorio di ricerca specializzato nelle diverse tematiche dello sviluppo sostenibile e della green economy, per contribuire alla valorizzazione del naturale posizionamento competitivo del territorio». Ne dà notizia il Polo universitario (in foto la presidente Gabriella Papponi Morelli, il sindaco Vivarelli Colonna, Claudio Pacella, Luca Agresti).

L’Osservatorio ha l’obiettivo di fornire a imprenditori e istituzioni, «anche con la collaborazione di eccellenze accademiche e scientifiche nazionali e internazionali, gli strumenti conoscitivi necessari alla realizzazione delle opportune azioni operative, coerenti con le complesse dinamiche della sostenibilità». Cosa significa? Sarà promosso un convegno annuale di livello internazionale, capace di attivare il dibattito sulle linee di sviluppo e modernizzazione del territorio, ma soprattutto saranno realizzati studi e ricerche mirati a definire gli orizzonti delle diverse aree della sostenibilità. Si parla di energie rinnovabili, di fonti rinnovabili, della loro applicabilità nella mobilità elettrica, di economia circolare, del ciclo dei rifiuti e della termovalorizzazione, dell’ecoinnovazione in agricoltura, dell’economia marina e dell’itticoltura.

Le attività dell’Osservatorio inizieranno dal tema dell’agricoltura sostenibile: verrà individuata e sviluppata una tematica di ricerca utile alle esigenze della realtà locale. «La Maremma può rappresentare un esempio concreto di come l’agricoltura e l’alimentazione siano strumento di sviluppo sostenibile del territorio, e Grosseto può divenire un naturale centro di eccellenza per l’offerta di programmi di ricerca e formazione volti alla promozione del consumo di cibi di qualità, sicuri per la salute, provenienti da un’agricoltura attenta e responsabile, che diffondano la cultura di una sana alimentazione - dice il Polo universitario - Le stime di crescita demografica, a livello mondiale, prevedono che nel 2050 la popolazione mondale raggiungerà i 9 miliardi di persone, richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire a tutti l’effettivo accesso al cibo, sebbene ancora oggi milioni di persone nel mondo soffrano la fame. L’agricoltura - conclude il Polo universitario - è chiamata a rispondere al costante incremento della domanda di generi alimentari, aumentando le rese ma, allo stesso tempo, ha la responsabilità di preservare le risorse ambientali da un eccessivo sfruttamento, valorizzando la biodiversità e riducendo l’uso di sostanze inquinanti». —



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