Batterio New Delhi «Nessun pericolo per i pazienti grossetani»
grosseto. Con 119 pazienti toscani contagiati e alcuni morti in varie zone d’Italia, il batterio New Delhi ha richiamato su di sé molta attenzione, anche in Maremma, sebbene qua il problema non è mai effettivamente arrivato.
«L’area grossetana in questo momento non è interessata da questo fenomeno – spiega il direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est Antonio D’Urso – Il numero dei pazienti portatori in tutta l’area si conta sulle punta delle dita di una mano: non abbiamo malati in questo momento. È una situazione tranquilla – conclude – ma che necessita comunque di attenzione».
Proprio per questo l’Asl ha organizzato ieri all’ospedale Misericordia un confronto informativo per spiegare cosa sia il New Delhi e come prevenirlo. «È un microorganismo che si presenta resistente agli antibiotici e può portare in alcuni pazienti delle complicanze infettive», spiega il direttore analisi chimico-cliniche dell’Asl Sud Est, Agostino Ognibene.
Nel corso dell’incontro, i professionisti hanno spiegato le caratteristiche principali di questo batterio.
Partendo da una in particolare: non presenta sintomi nel portatore.
Da qui, diventa fondamentale l’azione dei medici, che a Grosseto come in tutta Italia stanno portando avanti una procedura ben precisa. «È stato deciso di fare un tampone rettale a tutti i nuovi ingressi nelle prime 24 ore così da individuare subito eventuali portatori – dice Cesira Nencioni, direttore malattie infettive di Grosseto – in modo da mettere in campo una serie di interventi di precauzioni per far sì che il batterio non si diffonda».
Ma il New Delhi è pur sempre prevenibile da ognuno di noi già nei piccoli gesti quotidiani. «È importantissimo lavarsi le mani in quanto il batterio viene trasmesso principalmente con il contatto», è il consiglio principale di Nencioni. Perché il problema c’è e per far sì che non si manifesti e che quindi diventi tale, è bene prevenirlo. — A.F.
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