Il presidio
Indagine InVetta e tallio Arpat: «La concentrazione non è significativa»
L’elemento chimico venne riscontrato nel sangue di chi si sottopose al monitoraggio Ora sono giunti i risultati
La concentrazione del tallio «non è significativa». Arpat Toscana punta i riflettori sul tallio, comparso inaspettatamente nel sangue degli amiatini che si sono sottoposti alle indagini InVetta, studio epidemiologico commissionato dalla Regione Toscana a Ars (l’Agenzia regionale di Sanità della Toscana), per stabilire se c’è una eventuale correlazione fra salute e sfruttamento geotermico.
Arpat ha dunque cercato nell’acqua e nell’aria e nelle emissioni delle centrali. Tutti i risultati ottenuti risultano inferiori alla soglia di sensibilità del metodo, eccetto per il campione di gas-vapore in uscita dalla torre refrigerante della centrale di Bagnore4. «Tenuti presenti i risultati fino a oggi ottenuti, si può ragionevolmente ritenere che le emissioni di tallio delle centrali geotermoelettriche siano non significative», si legge in un documento di Arpat.
Sono due decenni che Arpat, attraverso il monitoraggio di dieci sorgenti, svolge il controllo del sistema idrico dell’area geotermica del Monte Amiata. A questa campagna di monitoraggio, a partire dal 2014, si è affiancata un’altra campagna di controllo, svolta da Enel Gp e da Arpat, riguardante ulteriori nove stazioni di prelievo di acque sotterranee e otto stazioni di prelievo di acque superficiali e quattro piezometri, per un totale complessivo di 31 punti di prelievo. Un’importante ricerca negli archivi fornisce un quadro a partire dal 2000 da cui risulta che tutte le sorgenti, i piezometri e le acque superficiali hanno mostrato concentrazioni di tallio minori di 0, 1 g/l, valori ben inferiori ai 2 g/l individuati dall’Istituto Superiore di Sanità come valore limite. Unica eccezione si riscontra nel punto di prelievo denominato “Sorgente passante”, nel Comune di Abbadia San Salvatore, dove sono stati sistematicamente misurati valori superiori alla soglia limite (20 g/l circa), sorgente che però non fa parte del sistema della rete idrica locale che è stata dichiarata non potabile e che si trova vicino a un pozzo minerario da cui fuoriesce gas.
Arpat ha preso in esame anche i dati relativi alla presenza del tallio sia nelle emissioni delle centrali geotermoelettriche sia nelle condense circolanti di centrale. I valori registrati sia alle emissioni che nelle condense, sono risultate inferiori al limite di quantificazione analitica del metodo applicato, con l’eccezione del campione alle emissioni della centrale Bagnore 4 (aprile 2018), in cui è stato registrato un valore di poco superiore al limite di quantificazione analitica, situazione che sarà costantemente monitorata. Quindi la quantità di tallio nell’acqua e nell’aria dell’Amiata «non è significativa», conclude Arpat nel suo rapporto, escludendo, di fatto la responsabilità della geotermia per il tallio presente nel sangue degli amiatini. –
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