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«Per una viabilità più sicura eliminare i pini non serve»
Abbattimenti: Il Movimento Strada alla Vita si dichiara incredulo e indignato I medici di Isde elencano tutti i buoni motivi per cui tenere lontane le motoseghe
Grosseto. Dopo l’abbattimento dei 17 pini di viale Caravaggio e il futuribile taglio dei 52 pini di viale Mascagni, non accenna a chiudersi il dibattito e la quasi totalità dei contributi ricevuti dal Tirreno fino ad oggi sollecitano l’Amministrazione comunale a un dietrofront. Ecco il punto di vista del Movimento Strada alla Vita e di Isde-Medici per l’Ambiente.
il nodo sicurezza
«Il Movimento Strada alla Vita assiste incredulo, deluso e indignato alle scelte dell’amministrazione comunale di tagliare i pini – scrive la coordinatrice Clelia Formiconi – E ancora di più è indignato per le motivazioni addotte dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna» che nel video messaggio ai grossetani la mattina dell’apertura del cantiere di viale Caravaggio ha dichiarato «dobbiamo pensare – rammenta Formicono – alla sicurezza stradale degli studenti». Piuttosto che con il taglio dei pini, «la sicurezza stradale è assicurata dall’ampliamento delle zona 30 –sottolinea il Movimento –richiesta con progetti a hoc fin dall’insediamento di questa amministrazione».
la via da seguire
«La proposta dell’associazione Grosseto al Centro di un’aiuola allargata come spartitraffico per i pedoni, unita al limite a 30 km non solo avrebbe impedito il taglio dei pini ma avrebbero garantito sia la sicurezza dei cittadini che la qualità dell’aria». «Il Movimento allibisce quando il sindaco dichiara –continua Formiconi – che in viale Giotto saranno piantati alberi che trattengono di più rispetto ai pini le polveri sottili». Poi l’affondo sul tema caro al Movimento Strada alla Vita: «Nella nostra città assistiamo alla morte della mobilità sostenibile prima ancora di essere nata Nessuna delle richieste e dei progetti del Movimento sono stati ascoltati, tanto c’era Pums». «La nostra città – conclude Formiconi – è rimasta ancorata alle politiche autocentriche: queste suggeriscono il taglio dei pini, la loro morte. È una scelta non solo discutibile ma soprattutto negatrice del nuovo. Altro che smart city e mobilità sostenibile».
più alberi più felicità
E fanno quantomeno riflettere le evidenze scientifiche portate dai medici di Isde alla causa della tutela degli alberi: «Premettiamo che la sicurezza della circolazione – dice Ugo Corrieri, presidente di Isde-Medici per l’Ambiente per la Provincia di Grosseto – è fondamentale e che il problema del dissesto del manto stradale causato dalle radici superficiali dei pini deve essere assolutamente risolto». «Ci preoccupano tuttavia – continua – le conseguenze sulla salute a seconda che vengano scelte soluzioni conservative o di taglio dei pini sia pure piantando altre essenze. Esiste oramai una consolidata letteratura scientifica che dimostra in modo inequivocabile come gli alberi, in particolare quelli di grande dimensione, esercitino sulle persone effetti estremamente benefici, paragonabili a quelli di un farmaco». Ecco alcuni di essi. «L’ambiente ricco di verde ha effetti neuroprotettivi: la vicinanza di alberi produce la nascita di nuovi neuroni». «Nei luoghi dove è maggiore la copertura delle chiome degli alberi, è significativamente minore la mortalità per i principali tipi di cancro». «Varie ricerche mostrano che gli alberi ci allungano la vita». «Avere più alberi significa avere più felicità». «Per ottenere benefici significativi sono sufficienti pochi alberi: uno studio condotto a Toronto ha dimostrato che avere 10 alberi in più in un isolato migliora la salute come un aumento del reddito annuale di 10mila dollari». «Sono. dati che debbono fare riflettere –sottolinea Corrieri – prima di tagliare anche solo pochi alberi in un quartiere urbano». Infine: «Tagliare i grandi alberi accelera i cambiamenti climatici. Ecco perché – conclude Corrieri – Occorre che cittadini e politici compiano uno sforzo comune e che i finanziamenti pubblici italiani e europei del Psr vengano usati per riconvertire le ditte che ora tagliano in ditte che restaurano i boschi, proteggono gli habitat naturali e fanno antincendio attivo di sorveglianza e prevenzione, senza più tagliare quegli amici che soli possono salvare noi e il pianeta dalla catastrofe climatica». –
G. M.
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