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archeologia 

Tra gli scavi di Roselle si svela un tempio di Artemide

Enrico Pizzi
Tra gli scavi di Roselle si svela un tempio di Artemide

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Alla ricerca del tempio di Artemide. Potrebbe essere questa la sintesi del progetto di scavo nell’area archeologica di Roselle che è stato avviato nel 2018 e si concluderà il prossimo anno.

Comune di Grosseto, Università di Siena, Soprintendenza archeologica, e Polo Museale della Toscana, che gestisce il sito, hanno fatto il punto dei lavori di ricerca che dal 2018 interessano la collina sud, dove si troverebbe il tempio etrusco, e la collina nord, dove si sta scavando un quartiere di età romana.

Un lavoro importante per Grosseto, dal momento che Roselle, urbanizzata dagli Etruschi nel VII secolo a. C., è l’unica tra le capitali etrusche menzionata da fonti letterarie a essere ancora intatta, sebbene la città romana sia cresciuta sulla stessa superficie di quella etrusca rendendo difficile non solo il lavoro degli archeologi, ma anche la leggibilità del sito da parte dei visitatori a causa della complessa stratificazione.

Lo scavo viene portato avanti sulla base di una concessione di ricerca triennale rilasciata al Comune di Grosseto e sotto la direzione scientifica del professor Andrea Zifferero, dell’Università di Siena. Il Comune sta sostenendo lo scavo con un finanziamento di 8mila euro all’anno.

Sulla collina nord i primi due anni di scavo hanno portato alla luce un nuovo isolato di circa mille metri quadrati, non lontano dall’anfiteatro: una residenza che va ad aggiungersi alle già note Casa dell’Impluvium (etrusca), Casa dell’Anfiteatro (romana) e Casa dei Mosaici (romana).

Sulla collina sud, invece, gli archeologi hanno indagato su un grande terrazzamento già scavato, in parte, negli anni Cinquanta. La prosecuzione degli scavi ne ha fissato le fasi costruttive tra la fine del VI e la seconda metà del V secolo a. C., mentre i materiali rinvenuti confermano la presenza di un tempio.

Il ritrovamento di un’iscrizione graffita sotto il piede di una coppa prodotta ad Atene con dedica ad Artames, sarebbe la prova decisiva dell’esistenza di un tempio dedicato ad Artemide. Lo scavo e le prospezioni che saranno effettuati nel 2020 cercheranno di chiarire la natura delle strutture murarie identificate sulla sommità della terrazzamento e gli archeologi sono convinti che porteranno all’identificazione precisa del santuario.

«Il nostro scopo – dicono il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il vicesindaco e assessore al turismo Luca Agresti – è quello di continuare a investire tempo e risorse nell’implementazione di attività che diano lustro e strumenti di sostegno agli sforzi e all’impegno del team di ricerca. L’area archeologica di Roselle rappresenta non solo uno dei più famosi poli di attrazione per i turisti del territorio maremmano, ma è un sito di alta rilevanza storica e culturale: nei segni lasciati dalle civiltà che ci hanno preceduto resta impressa la memoria che ci arricchisce come persone e cittadini». —

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