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cresce l’angoscia 

Prosperi, due settimane di buio La famiglia rinnova l’appello

Sara Landi
Prosperi, due settimane di buio La famiglia rinnova l’appello

Una segnalazione arrivata dal parco di Villa Pizzetti è risultata infondata Diffusa una foto con una maglia verde scattata poche ore prima della scomparsa

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Una segnalazione che non ha poi trovato riscontro ha alimentato ieri poco prima dell’ora di pranzo le speranze per il ritrovamento di Enrico Prosperi, il grossetano di 52 anni scomparso la mattina del 14 settembre scorso dopo essere sceso dall’autobus alla fermata di via Inghilterra e aver dimenticato sul mezzo un borsetto con i suoi effetti personali: i soldi, i documenti e il cellulare.

Secondo la segnalazione l’uomo sarebbe stato avvistato nella mattinata di ieri nel parco di villa Pizzetti, sede del centro direzionale dell’Asl. Anche la famiglia si è precipitata sul posto ma di Prosperi non c’era alcuna traccia. E mentre continuano ad arrivare anche attraverso i social network (Facebook e Whatsapp) altre segnalazioni che devono però essere vagliate dalla famiglia e dagli inquirenti, cresce l’angoscia per le sorti dell’uomo che manca da casa da così tanti giorni e si trova anche in una condizione di maggior fragilità perché soffre di disturbi psichici. La sua storia è stata ricostruita in un servizio andato in onda mercoledì a tarda notte all’interno del programma “Chi l’ha visto?” su Rai Tre. L’inviata Chiara Gazzaniga ha incontrato la famiglia di Prosperi, la sorella Mara e i fratelli Claudio e Umberto, nella casa di Enrico nella zona della stazione dove l’uomo abita da solo col suo cane Polvere. Nell’occasione è stata diffusa una nuova fotografia, scattata a Enrico la sera prima della scomparsa, che potrebbe aiutare nel riconoscimento dell’uomo rispetto alle immagini più datate finora circolate. Una bella foto sorridente che non lascia affatto presagire ciò che è successo appena poche ore dopo. Verosimilmente la maglia verde e gli occhiali sono gli stessi con cui è uscito la mattina dopo facendo poi perdere le tracce di sé. Anche nell’appello in tv i familiari di Prosperi hanno sollecitato la massima collaborazione possibile, chiedendo a chi dovesse incontrarlo di non limitarsi a chiamare il 112 o il 113 (che è comunque fondamentale) ma di continuare a seguirne gli spostamenti e comunicarli tempestivamente alle autorità o di provare a intrattenerlo fino all’arrivo di una pattuglia sul posto.

L’uomo è un gran camminatore (così lo conoscono tutti in città) e quindi il solo avvistamento non basta per garantire che possa poi essere ritrovato. Enrico Prosperi è alto un metro e settantadue, ha una corporatura esile e capelli e occhi castani. Tra i segni particolari la mancanza di denti sull’arcata superiore e l’andatura curva. Al momento della scomparsa indossava un collare ortopedico perché si era fatto male per recuperare il suo cane ma potrebbe averlo tolto nel frattempo. Altro particolare che lo rende facilmente riconoscibile, è il chiedere sigarette in giro. —

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