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Ecco Billo, il robot badante per anziani. Al via il primo test in venti famiglie

Stefano Fabbroni
Il robot Billo (foto Agenzia Bf)
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Il robot Billo (foto Agenzia Bf)

Uscita di sicurezza sperimenta il “tuttofare” tecnologico che fornirà assistenza continua ai non autosufficienti

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GROSSETO. Si chiama Billo il robot tuttofare che garantirà un’assistenza continua e tecnologicamente avanzata agli anziani non del tutto autosufficienti. Sarà in grado di muoversi da solo, guidato da remoto attraverso un computer e un router, situati nella sede della cooperativa grossetana Uscita di Sicurezza di via Giordania, che consentirà all’automa di seguire tutto il giorno le persone con difficoltà di deambulazione già servite dalla cooperativa.

Billo si presenta in alto con uno schermo e in basso con un rullo che ne facilita gli spostamenti. Permetterà agli utenti di essere messi in contatto con la base attraverso il sistema di videoconferenza così come, per mezzo di appositi sensori, potrà essere monitorato costantemente il loro stato di salute per eventualmente intervenire in momenti di difficoltà o pericolo. Si tratta di una sperimentazione: il robot stazionerà circa dieci giorni in ogni famiglia che ha aderito al progetto.

«Per il momento – dice Valentina Bonucci, direttrice dei servizi di Uscita di Sicurezza – ci siamo rivolti a una ventina di anziani ed alle loro famiglie chiedendo la disponibilità a utilizzare il robot che ad oggi non ha alcun costo. Ci rivolgiamo ad anziani che abbiano almeno un minimo di autonomia e a cui insegneremo l’utilizzo del mezzo. Partiamo dallo studiare i bisogni reali degli utenti e il contesto sociale in cui si trovano. A volte molti non hanno familiari che vivano con loro ma sono da soli e presentano diversi problemi nel deambulare».

Billo è frutto di un progetto chiamato Cloudia, coordinato tra alcune cooperative sociali fra cui la grossetana Uscita di Sicurezza, il dipartimento di biorobotica della scuola superiore Sant’Anna di Pisa e quello di architettura dell’Università di Firenze, che insieme hanno vinto il bando “Progetti strategici di ricerca e sviluppo”.

L’assistenza tecnologica sarà affiancata da un percorso conoscitivo dell’anziano. A ciascun utente all’inizio della sperimentazione verrà consegnato un questionario preliminare socio-demografico da cui emergerà la qualità della vita e delle necessità da superare; successivamente terrà un diario (così come la cooperativa) giornaliero per comprenderne e testarne la confidenza “in itinere” con l’automa; infine sarà compilato un documento che verifichi il livello di gradimento dell’anziano.

«Elementi – dice Aurida Pardini , responsabile dei servizi territoriali della cooperativa insieme ad Arianna Malevolti che ha illustrato i movimenti del robot dentro la sede – che ci serviranno a capire la conformità dei risultati sperati a quelli raggiunti ed eventualmente per migliorare il servizio prestato».

Tutti i dati saranno raccolti nella piattaforma Cloud. Insieme a Grosseto, l’esperimento verrà condotto in contemporanea anche in altre città toscane fra cui Firenze, Viareggio, Prato e Pistoia. Il costo complessivo del progetto è di 2,5 milioni di euro, di cui 950 mila euro sostenuti dalla Regione Toscana attraverso il Programma europeo regionale (Por) del Fondo europeo di sviluppo (Fesr) ed il restante dagli istituti partecipanti al bando. —

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