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«Potremmo anche cadere, sì ma contiamo che non succeda»
GROSSETO. Sono le 11,30. Tre ragazzi – due femmine e un maschio - sono seduti su un parapetto delle Mura nel tratto che dalla Rimembranza va verso il Maiano. È basso, salirvi è un attimo. Non c’è protezione. E da parte loro nessuna remora. Hanno le gambe penzolanti di sotto. Ci risponde una ragazzina.
Quanti anni avete?
«Io e lei 15 e 16, lui 19».
Di dove siete?
«Lei di Grosseto, io del comune di Roccastrada, lui della provincia di Firenze».
Studenti?
«Io e lei facciamo le Superiori, lui ha finito e deve trovare lavoro».
Lo fate spesso di affacciarvi dalle Mura?
«Sì, veniamo spesso qua, ci sediamo quassù».
Ci sono stati incidenti, lo sapete?
«Sì, sappiamo, qualcuno potrebbe cascare per sbaglio».
Però lo fate: non pensate sia pericoloso?
«Alla fine sì, è pericoloso, ma non al punto da non andarci».
Mettete in conto che succeda...
«Sì, ma si cerca di stare attenti. Mica uno casca di sua iniziativa. Si spera non succeda. Poi se uno si mette a far il suo show....»
Quale show?
«C’è qualcuno che fa lo show. Ci sono i ragazzi che fanno parkour, quassù»
Li conoscete?
«Sì, più che altro di vista, girellano per qua, tanto sono sempre gli stessi...».
Dove lo fanno?
«In genere verso l’Eden, ma anche di qua (alla Rimembranza, ndr) e poi al Cinghialino».
Cosa fanno?
«Si mettono a saltellare, fanno parkour, acrobazie, saltano dalle panchine fin qua, alle mura. Infatti tempo fa uno è anche cascato di sotto...».
E cosa dite di questo...?
«Si vede che non era tanto bravo, sarà stato alle prime armi (ride, ndr)!».
Lo fate anche voi?
«Noi no, ci piace sederci quassù». —
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