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G20 spiagge consegna la lista delle cose da fare

Enrico Giovannelli
G20 spiagge consegna la lista delle cose da fare

Dall’attenzione all’ambiente all’uso dell’Inglese, da agevolazioni fiscali a lidi per soli fumatori, come migliorare l’accoglienza

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Il G20 spiagge si è concluso ieri a Riva del Sole producendo molte idee. Le 20 località balneari intervenute hanno lavorato su tre macro aree di confronto, per un totale di nove tavoli tra esperti e stakeholders del pubblico e del privato.

La sintesi ha scaturito cinque punti essenziali: la creazione di un brand dellecCoste italiane e l’attuazione del protocollo d’intesa siglato con l’Enit; la definizione dei nuovi criteri perequativi; la missione a Bruxelles, a novembre, di una delegazione di sindaci per incontrare il presidente del parlamento europeo e discutere della direttiva Bolkestein; l’individuazione di una serie di standard comuni e condivisi per l’ospitalità e l’accessibilità; la definizione di un piano di sicurezza integrata con il ministero dell’Interno.

Tre supervisori hanno spiegato nel dettaglio le idee dei tavoli stessi. Ada Balzan, docente per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha riassunto i punti convergenti di turismo balenare e ambiente e accoglienza e competitività: eliminazione della plastica usa e getta quale pratica abitudinaria e ruolo dei pescatori quali custodi del mare; necessità di isole ecologiche e sguardo all’entroterra per risolvere i problemi della costa; introduzione di protocolli per le Ecofeste; uso di monopattini, ciclotaxi, bici e una rete di piste ciclabili stile metropolitana con legislazione nazionale di sistema. E ancora: tariffe per la raccolta differenziata e agevolazioni fiscali, spiagge per soli fumatori, marchi condivisi, uso sistematico della lingua inglese, revisione dei criteri di balneazione, pianificazione della depurazione delle acque e riflessione sull’erosione del territorio e non su quella della costa.

Stefano Romagnoli, professore dell’università di Firenze, si è occupato della competitività partendo dal demanio marittimo. Tutti concordi che si debba mettere mano alla normativa, anche quella europea. I punti di convergenza: coinvolgimento strutturale dei comuni che devono essere parte attiva, non solo enti da consultare; basta con gli interventi tampone e revisione della legge del 1943; riforme e modifica per le imprese di canoni e indennizzi; un periodo transitorio per la Bolkestein; revisione del Fondo di solidarietà comunale che penalizza i comuni costieri con la proposta di calcolare le seconde case e devolvere parte dei canoni delle concessioni ai comuni. È stato espresso timore per i vincoli che metteranno a rischio i bilanci comunali del 2020, comprese la tassa di soggiorno per le locazioni brevi ed è stato reputato assolutamente necessario per i Comuni avere un censimento delle seconde case. Infine è stato proposto il brand “ombrello(ne) spiagge italiane” con un’offerta completa con l’entroterra.

Antonio Gnassi, direttore della comunicazione, ha spiegato i problemi dell’accoglienza e dell’accessibilità. Servono uno status di città balneari, presidi di sicurezza sanitaria, lotta ai venditori abusivi. Per l’accessibilità servono un tavolo comune, indagini statistiche per sapere i numeri dei portatori d’handicap, prevedere sconti fiscali per chi investe nell’abbattimento delle barriere architettonici, e best practice tra pubblico e privato. —

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