Benini va avanti con i progetti Di Giacinto attacca: «Sia cauto»
La scelta del sindaco di procedere con il piano operativo e con la nuova scuola non piace al centrodestra: la decisione del Tar potrebbe cambiare le carte in tavola
Parla di un “metodo tutto follonichese” Massimo Di Giacinto, come se nel calcolare il quorum che ha permesso al sindaco Andrea Benini di vincere al primo turno ci fossero state delle irregolarità volute.
Il Tar, il tribunale al quale il leader del centrodestra si è rivolto presentando un ricorso per fare luce sulle elezioni appena concluse, ha scelto di rimandare la decisione al prossimo 17 dicembre ordinando, nel frattempo, il ricontenggio delle schede del seggio 17. Mercoledì, dopo l’uscita della sentenza del Tar, il sindaco Benini ha espresso la precisa volontà di voler continuare «con il lavoro quotidiano e l’impegno speso in questi anni a fianco e per la comunità follonichese». Il primo cittadino ha poi parlato di due progetti per l’immediato futuro: il nuovo piano operativo e la posa della prima pietra della nuova scuola. Un atteggiamento che non è piaciuto al leader del centrodestra che oggi indica a Benini una via diversa: «Alla luce del contenuto dell’ordinanza del Tar lo scenario è differente – afferma Di Giacinto – invitiamo il sindaco Benini ad essere cauto nell’affermare di voler andare avanti “come se nulla fosse accaduto”, perché le cose potrebbero cambiare. Dunque per noi, oggi, il sindaco è pienamente legittimato ad operare nell’ordinaria amministrazione, ma per le operazioni straordinarie e per quelle che impongono una strategia di lungo periodo il buon senso e il rispetto dell’interesse generale imporrebbero di attendere la fine dell’iter giuridico che ad oggi ha riconosciuto la fondatezza delle nostre istanze». Insomma, Di Giacinto opterebbe per un progetto ben diverso per il futuro della città e parla anche di un metodo particolare di contare i voti: «Il ricorso contro l’elezione al primo turno del sindaco Andrea Benini è stato riconosciuto fondato – afferma – e il Tar ha accolto le nostre perplessità ordinando intanto il riconteggio delle schede della sezione 17 e rimandando a dicembre il giudizio sul merito che verte su questioni molto importanti tra cui il metodo tutto “follonichese” con cui è stato calcolato il quorum utile per il raggiungimento della maggioranza dei voti validi per la proclamazione a sindaco».
Le schede del seggio 17 sono sotto i riflettori e torneranno nelle mani del prefetto di Firenze nei prossimi giorni. Schede considerate contestate e non assegnate ma che per il centrodestra «palesemente dovevano essere assegnate al candidato sindaco Massimo Di Giacinto».
Proprio quelle schede che il presidente del seggio ha ritenuto giusto non considerare valide per una non chiara volontà dell’elettore. «Il ballottaggio – continua Di Giacinto – dunque, è un’ipotesi concreta. Il dato è giuridico, ma soprattutto politico perché siamo riusciti a dimostrare che la nostra non era affatto una questione di principio irrilevante, ma qualcosa di molto solido. Perché quando si decidono le sorti di una città, come nel caso delle elezioni amministrative – conclude – non possono essere ammessi errori di questa portata. E quello che Benini non ha capito, o non ha voluto capire, è che qui non siamo di fronte solamente a una disputa tra centrodestra e centrosinistra, ma all’affermazione della tutela dell’interesse pubblico». —
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