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Quei voti disgiunti nel mirino del rappresentante di lista
Fu Edoardo Esposito di FdI a sollevare il problema: in un caso la X era vicinissima al nome del candidato escluso nell’altra invece era sopra
follonica. Sono due le schede sulle quali si concentrano oggi le attenzioni del Tar della Toscana che il prossimo 17 dicembre dovrà prendere una posizione in merito al ricorso presentato dal centrodestra.
Due schede che in occasione dello scrutinio sono state considerate contestate e non assegnate ma che per il centrodestra «palesemente dovevano essere assegnate al candidato sindaco Massimo Di Giacinto».
A fare la contestazione relativa a quelle due schede, la sera del 26 maggio, è stato il rappresentante di lista Edoardo Esposito, legato a Fratelli d’Italia. Esposito, a quattro mesi dalle elezioni, spiega: «Si tratta di due schede che io avrei attribuito come voto disgiunto a Massimo Di Giacinto e che invece non sono state conteggiate perché non è stata ritenuta chiara la volontà dell’elettore».
In particolare in una delle due schede, spiega Esposito, «era stato segnato come candidato sindaco Massimo Di Giacinto e poi era stato dato il voto ad una lista che non era collegata a lui».
Il voto disgiunto era una delle opzioni previste alle elezioni di maggio ma altri scrutinatori, presenti quel giorno al seggio 17, affermano che una delle due schede manifestava una espressione chiara sul Pd ma presentava anche una x posizionata in modo non chiaro sulla scheda vicino al nome del candidato. Insomma un voto disgiunto che il presidente di seggio non ha ritenuto essere chiaro e che quindi non ha considerato valido. Proprio quei voti che nei prossimi giorni verranno rivalutati dal prefetto di Firenze insieme a tutte le schede registrate all’interno del seggio 17. — G.S.
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