Il Tirreno

Grosseto

La dirigente sull’isola porta un Pinocchio «Dobbiamo insegnare il rispetto e la dignità»

La dirigente sull’isola porta un Pinocchio «Dobbiamo insegnare il rispetto e la dignità»

Il Giglio scelto per l’inaugurazione dell’anno Tante criticità, ma «comunità ricca e vivace» 

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il gesto simbolico

Ieri mattina la dirigente dell’Ufficio VII di Grosseto (ex Provveditorato agli studi) Monica Buonfiglio ha voluto inaugurare all’isola del Giglio il nuovo anno scolastico della provincia di Grosseto. Ha incontrato i pochi ragazzi dell’isola, il sindaco Sergio Ortelli, la dirigente scolastica Rosa Tantulli e gli studenti dell’isola: un gesto fortemente simbolico e importante con cui si è rimarcata la resistenza dei piccoli comuni e di un’isola “orgogliosa” e fortemente radicata alla propria identità, come quella gigliese. Già la locandina dell’evento recitava “Inaugurazione dell’anno scolastico nell’isola che c’è”. Un’occasione e per evidenziare le criticità (e le resistenze) del territorio insulare. L’appuntamento era alle 11, 30 alla scuola media di Giglio Porto. La dirigente ha raggiunto l’isola alle 10 con traghetto Toremar, poi ha visitato il territorio. Alle 11, 30 l’arrivo alla scuola media gigliese dove anche il primo cittadino e la dirigente scolastica Tantulli hanno portato i loro saluti, presenti i genitori e gli insegnanti. Gli alunni hanno salutato la dirigente illustrandole alcune attività didattiche.

«Ho scelto l’isola del Giglio – ha poi spiegato la dottoressa Buonfiglio – per inaugurare l’inizio dell’anno scolastico nella provincia di Grosseto perché abbiamo bisogno di gesti significativi che facciano pensare. Se la scuola, tra mille criticità, ancora è un luogo abitato e non utopico, allora l’isola c’è...».

La dirigente ha portato in dono un burattino di legno: «Un Pinocchio – ha spiegato lei posandolo sulla cattedra - per ricordare a tutti che queste piccole donne e questi piccoli uomini non sono dei contenitori vuoti da riempire, ma persone umane. Hanno il diritto di non essere manipolati come burattini o ammaestrati come robot. Dobbiamo insegnare loro oltreché a leggere, scrivere e far di conto anche il rispetto della dignità umana e dei diritti inviolabili, alimentare passioni e non deludere le speranze né dimenticare il contributo che ciascuno di noi è chiamato a dare in ragione del proprio ruolo. Qua all’isola del Giglio – ha concluso – ho trovato una comunità scolastica viva e vivace, dialogante con il territorio, ovvero con le famiglie e con l’amministrazione locale. Mi auguro che alla bellezza dell’inizio segua l’impegno e la passione del quotidiano». —



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