Dalla fabbrica Paoletti ai campi da tennis, lutto per la scomparsa di Paolo Damiani
L’imprenditore si è spento a 76 anni. Appassionato di sport, ha raggiunto straordinari traguardi con il circolo di Orbetello
ORBETELLO. Cordoglio e commozione in Maremma per la scomparsa di Paolo Damiani. L’imprenditore è morto ieri mattina a 76 anni nella Rsa Le Prata a Pitigliano, dove viveva stabilmente da una decina di anni a causa di una malattia degenerativa. Conosciutissimo e stimato in tutta la provincia Damiani è stato un imprenditore di successo, ha lavorato per anni come collaboratore della Paoletti, azienda leader nel campo della biancheria.
Dopo questa esperienza professionale Paolo Damiani ideò la sua creatura “Damiani Casa”, azienda con sede nella zona artigianale di Orbetello Scalo che ha saputo distinguersi per stile, eleganza e capacità di attirare clientela da ogni zona d’Italia.
Paolo Damiani è stato sempre lungimirante, aveva intuizioni straordinarie con la capacità di mettere in pratica quelli che all’inizio sembravano progetti visionari. Tali capacità le ha messe in atto non soltanto nella sua vita professionale ma anche nello sport, un mondo che lui amava particolarmente.
Da orbetellano non poteva far mancare il suo apporto all’Unione sportiva Orbetello. Ma è nel tennis che Damiani ha lasciato un segno indelebile. Una sua caratteristica era quella di riuscire a fare e promuovere iniziative, ma non amava apparire e forse è per questo che è stato per molti anni vicepresidente del circolo tennis Orbetello senza avere mai ricoperto la carica di presidente.
Quando ieri è giunta la notizia della scomparsa di Paolo un velo di tristezza ha avvolto gli abituali frequentatori del circolo tennis Orbetello ed è stato naturale ricordare i passaggi in cui la sua mano ha lasciato un segno indelebile e che non è fuori luogo definire eventi storici per l’input che è stato capace di dare fornendo la spinta e l’energia per realizzarli.
Quando venne a mancare improvvisamente il presidente del circolo Benito Grassi, l’idea era quella di ricordarlo e onorarlo con un evento speciale. Paolo Damiani si spinse oltre e andò oltre l’immaginazione tessendo la tela per organizzare un torneo internazionale femminile che all’inizio aveva un montepremi di 10mila dollari e negli anni a seguire aumentò ulteriormente. Quando fece balenare l’idea alcuni furono scettici, altri pensarono che il percorso si sarebbe arenato nei meandri della burocrazia. Ma Paolo era un osso duro, andò avanti supportato dal circolo di cui era diventato presidente Giuliano Amato e riuscì a realizzare un sogno che all’inizio sembrava visionario e che invece si era realizzato.
Già questo traguardo sarebbe stato straordinario ma, come detto, Paolo Damiani aveva intuizioni ed era lungimirante e da persona intelligente comprese benissimo che per dare ulteriore slancio a questa iniziativa occorreva che ci fosse tutto un territorio coinvolto in un progetto da cui potessero trarne beneficio tutti quanti.
In questo contesto promosse la “Carta Maremma Tennis” per unire sotto un unico progetto i circoli della Maremma con particolare attenzione all’asse Follonica, Grosseto, Orbetello, in modo da far crescere a livello competitivo il movimento tennistico della provincia di Grosseto.
Per illustrare l’iniziativa intervennero gli allora sindaci di Grosseto, Follonica e Orbetello sotto la “benedizione” di Amato che in quel periodo era presidente del consiglio.
Le intuizioni di Paolo Damiani non si fermarono qui. Creò l’Italian Winners Tour, ovvero un accordo fra trenta circoli ubicati in ogni zona d’Italia che dettero vita a un circuito internazionale offrendo la possibilità ai giovani tennisti italiani di usufruire di wild card e potersi misurare immediatamente ad alti livelli agonistici. I primi tornei internazionali disputati da Flavia Pennetta e Francesca Schiavone sono stati effettuati proprio in questo circuito ideato e promosso da Paolo Damiani e chissà se senza tale opportunità la Pennetta e la Schiavone sarebbero mai riuscite a vincere gli Us Open, il Roland Garros ed a regalare all’Italia i successi nella Federation Cup.
Damiani era anche un grande stratega e, quando Angelo Binaghi è diventato presidente della Federtennis, è stato grazie anche alla campagna elettorale condotta per lui da Paolo.
Oggi alle 16 nel duomo di Orbetello ci sarà l’ultimo saluto, il saluto a un grande uomo, il saluto a un grande imprenditore, il saluto a un uomo che ha amato e valorizzato la propria terra. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
