Il Tirreno

Grosseto

il wwf denuncia 

«La Regione continua a consentire la caccia a specie in declino»

«La Regione continua a consentire la caccia a specie in declino»

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grosseto. Oggi si apre la stagione ufficiale di caccia 2019-2020. E il Wwf denuncia il mancato divieto, da parte della Regione Toscana, di cacciare alcune specie in declino: il Moriglione, la Pavoncella, la Moretta e il Combattente.

È stato l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), nei mesi scorsi, a chiedere alla Regione di introdurre un divieto generalizzato di caccia per alcune specie in declino. E l’Unione Europea si è unita a questo appello specificando queste due specie. L’indicazione è stata ripresa dal ministero per l’Ambiente, che con circolare ha invitato tutte le Regioni a tutelare queste specie.

L’Ispra, oltre a confermare la situazione di crisi per queste due specie, ha sottolineato la necessità di chiudere completamente il prelievo anche per altri uccelli, in particolare il Combattente e la Moretta. Ha inoltre indicato la necessità di ridurre tempi e numeri di prelievo per altre specie, come la Beccaccia.

«E la Regione Toscana cosa ha fatto? Nulla», denuncia il Wwf attraverso il delegato regionale Roberto Marini. «Si continua a cacciare tutto come se nulla fosse. Moretta e Combattente sono in Toscana anche quest’anno cacciabili, così come Moriglione e Pavoncella. Alla Beccaccia si potrà sparare ben oltre il termine indicato dall’Ispra, cioè fino al 31 gennaio invece che fino al 31 dicembre. E così via. Da parte dei nostri politici un comportamento ancora una volta irresponsabile e irrispettoso, che porterà gravi danni a carico della nostra fauna selvatica, già martoriata da riduzione degli habitat, cambiamenti climatici, inquinamento, problematiche alle quali si continua a voler aggiungere un folle prelievo venatorio, regolamentato dalla Regione nel disprezzo delle indicazioni della scienza». Il Wwf annuncia che ricorrerà alle possibili iniziative legali per ristabilire il corretto rispetto delle norme». —



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