Italia
“Trasformazione continua” è la parola d’ordine in azienda
In programma la costruzione di una nuova cantina, più grande e moderna E poi un progetto per l’impianto di nuovi vigneti di Malvasia
massa marittima. La parola che ricorre continuamente mentre Ruedi Gerber e Paolo Menichetti raccontano la storia e la filosofia produttiva della tenuta Sequerciani è “trasformazione”.
Lenta, graduale, capace di cambiare senza snaturare, senza modificare quanto la natura ha già fatto. Senza ricercare necessariamente il gradimento del mercato, ma pensando a rispettare la terra e rivolgendosi a quella fetta di consumatori che riconoscono nel vino naturale e biodinamico il valore aggiunto del processo produttivo. Di conseguenza anche i progetti futuri rispondono a questo percorso, che nelle intenzioni del proprietario deve ora fermarsi e consolidarsi, prima di ripartire. Intanto portando a termine la nuova cantina, più grande e moderna di quella attuale, il naturale completamento del lungo lavoro che dal ’91 ha reso la tenuta quello che è oggi. L’altro progetto riguarda, invece, l’impianto di nuovi vigneti di Malvasia, «un vitigno che amo particolarmente», dice Ruedi, sempre pronto a provare e a sperimentare. Ci saranno anche novità rispetto all’ospitalità, ma soprattutto alla comunicazione. «Dobbiamo dare più visibilità al nostro lavoro – aggiunge Paolo Menichetti – nel senso che dobbiamo raggiungere l’obiettivo di riuscire a comunicare di più e meglio cosa pensiamo e come lo realizziamo».
Infine un auspicio che arriva da entrambi, proprietario e direttore: il Consorzio, che ha avviato un importante lavoro di valorizzazione della cultura e della tradizione vitivinicola maremmana, dovrebbe ora cominciare a “osare” anche sul versante dei vitigni più rari e meno conosciuti, nonché sui processi di vinificazione meno consueti, ma che hanno grandi potenzialità e danno grandi risultati. — L.S.
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