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Tari non versata, il Comune a caccia di 2,8 milioni di euro
Partiti gli avvisi di accertamento per l’anno 2016 e per i residui del 2015 e 2014 Quasi 700mila euro di sanzioni. L’assessore Cerboni: attività ordinaria dell’ufficio
Occhio alla cassetta della posta. Il Comune di Grosseto ha iniziato nelle scorse settimane – e continuerà anche nelle prossime – a inviare gli avvisi di accertamento a chi non ha pagato la Tari o l’ha pagata in ritardo rispetto alla bolletta e al primo sollecito bonario (i primi due step che non prevedono maggiorazioni, ma solo spese di notifica), negli anni 2014, 2015 e 2016.
In ballo, oltre 2,8 milioni di euro da recuperare: 1,49 milioni di bollette nette e quasi 700mila euro (693.968) di sanzioni e interessi.
Gli accertamenti sono per lo più relativi al 2016. Di quell’anno mancano all’appello 2.191.671 euro di Tari, dei quali poco più di mezzo milione rappresentano le sanzioni e gli interessi.
Più contenuto l’ammontare per il 2014 e per il 2015. Del 2014 le casse comunali devono ancora vedere 313.270 euro (qui le sanzioni e gli interessi ammontano a 87mila euro del totale) e per il 2015 331.476 euro (di cui 94.500 per sanzioni e interessi).
Le cifre più contenute rispetto al 2016 sono dovute al fatto che, per il 2014 e il 2015, si tratta di residui di partite che gli uffici comunali non sono riusciti a notificare. Succede ad esempio se un cittadino cambia indirizzo e non lo comunica. Ed è molto probabile che anche a questo giro il Comune non riesca a riscuotere il dovuto e quegli importi finiscano per passare alla fase coattiva. Che, insomma, la partita passi dal Comune all’Agenzia delle Entrate - Riscossione che ne fa delle cartelle da riscuotere con metodi “coercitivi” (ad esempio pignoramenti).
Per il 2016, invece, si tratta dei primi avvisi di accertamento emessi dal Comune e in particolare dal servizio Entrate che ha a capo il funzionario responsabile Simone Casciani.
Gli avvisi di accertamento per il 2016 sono partiti ad agosto. A giorni, invece, partirà il blocco di avvisi per il 2014 e il 2015.
Ma che peso hanno questi quasi 3 milioni di euro nel bilancio complessivo della Tari? A Grosseto la tariffa sui rifiuti ammonta a 18 milioni di euro, che sono il costo del servizio di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle strade.
«Nel 2015 abbiamo mandato avvisi per 1,4 milioni di euro – spiegano dall’ufficio Entrate – nel 2016 per 2,1 milioni. Questo significa che in generale la maggior parte dei cittadini paga la Tari. Guardando agli incassi del 2015 fatti nel 2017 ci aspettiamo un 10-15 per cento di riscossione effettiva. Per quanto riguarda la media annuale, la gestione che abbiamo oggi risale solo al 2014, quando c’è stato il passaggio dalla Tarsu alla Tari, quindi non abbiamo una grande casistica. Dipende da come si comportano i contribuenti».
«Questi atti di accertamento rientrano nell’attività ordinaria dell’ufficio – spiega l’assessore al bilancio, finanze e tributi Giacomo Cerboni – quindi non è il frutto di una intensificazione dei controlli. L’ufficio è molto ben strutturato e regolare nei controlli. E d’altro canto la Tari ha un’evasione che si aggira sul 10-12 per cento, quindi non alta. Molto più alta è l’evasione dell’Imu, ad esempio».
Ad ogni modo chi deve mettersi in pari con i pagamenti si dia una mossa. Anche perché la tappa successiva è la cartella esattoriale. E lì è tutta un’altra musica. —
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