Meteo
«Strade da chiudere, nella sala operativa disposizioni verbali»
GROSSETO. Di scritto no, non ci fu nulla. «Ci fu però una disposizione verbale sulla chiusura di molte strade a causa del maltempo. E tra queste strade, ne sono sicuro, ci fu anche quella del ponte dove avvenne poi il crollo». C’è Leonardo Marras, all’epoca presidente della Provincia, sul banco dei testimoni del processo per quanto avvenuto a Marsiliana, 12 novembre 2012, quando la terra si aprì sotto le ruote della Fiat Punto aziendale su cui viaggiavano tre dipendenti Enel, Paolo Bardelloni, 59 anni di Massa Marittima, Maurizio Stella, 47 di Follonica, e Antonella Vanni, 48 di Larderello, di ritorno da Roma in una giornata più che inclemente dal punto di vista meteorologico. Marras racconta ciò che era avvenuto nella sala operativa della Protezione civile, in quelle ore, in quei giorni. Davanti al giudice Andrea Stramenga dà spiegazioni su compiti e procedure, in astratto, e racconta ciò che era avvenuto quel giorno. Spiega anche che non era previsto un percorso alternativo all’Aurelia: «Noi pensavamo a tenere in sicurezza le persone della nostra zona. E la nostra preoccupazione era che le persone non circolassero».
Testimone anche il fratello di uno degli imputati. Parla Davide Conti, fratello di Gian Paolo. All’epoca era impiegato tecnico di Costrade (la società, incaricata della segnaletica, è responsabile civile), oggi ne è legale rappresentante: non fece mai sopralluoghi, racconta di quanto da lui visto la sera del 12, tra le 20.30 e le 21, mentre andava a cena con altri. Vide le transenne disposte sulla strada, a sbarrare il transito, dalla parte di Marsiliana. Le sue parole sono però oggetto di contestazioni da parte del pm Arianna Ciavattini.
Poi è la volta di due consulenti tecnici delle parti civili. Le dottoresse Silvia Paoli (per la famiglia Stella) e Mirella Paoli (per la famiglia Bardelloni) illustrano le relazioni dopo gli incontri con i loro pazienti. Interrogati rispettivamente dagli avvocati Laura Pacenti e Paolo Serra, si soffermano sulle ansie ancora presenti, sulla necessità di un supporto psicologico da garantire ancora, sulle paure che calano ogni volta che cala la notte, sulle difficoltà incontrate sui luoghi di lavoro e nei rapporti con le persone. Le relazioni vengono acquisite anche se l’avvocata Valentina Guerriero (per Costrade) dichiara la propria contrarietà alla rilevanza probatoria civilistica delle consulenze.
Poi è la volta del calendario delle prossime udienze: a ottobre sarà ascoltato l’allora prefetto Mario Valentini. — P.S.
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