Il Tirreno

Grosseto

CENTRO STORICO

Un ristorante per rianimare il bastione abbandonato

Elisabetta Giorgi
La troniera della Rimembranza (foto Bf)
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La troniera della Rimembranza (foto Bf)

La troniera della Rimembranza è chiusa da anni.  Il Comune vaglia un progetto per “studenti imprenditori”

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GROSSETO. Alla base del bastione della Rimembranza, sulle Mura, il passaggio che porta alla sede dell’acquario comunale è chiuso da tempo. Lo si vede dall’alto, sbarrato: l’ingresso è dal vallo degli Arcieri. Salendo da via Saffi vi sono gli sfalci secchi di una palma; ai bordi del parapetto il filo spinato arrugginito. Scritte vandaliche affiorano qua e là, una piccola fontana è senz’acqua. Il bastione risale al 1576-77 e conserva un’aria di abbandono, al pari di altri punti della storica fortificazione per i quali il recupero, da parte di Comune e Istituzione Le Mura, è lontano e difficile. Come rianimarlo?

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Un progetto - per la Rimembranza - arriva dal mondo della scuola ed è al vaglio dell’ente municipale. Avanzato dalla Fondazione Lorena costituita di recente, punta a riaprire la troniera che ospitava l’acquario chiuso da anni, ristrutturarla e farvi attività ristorativa. Qua gli studenti, freschi di maturità, potrebbero cucinare e fare ristorazione, organizzare eventi e laboratori. Sempre qua ristoranti o strutture alberghiere potrebbero pure attingere in cerca di personale, chef e infermieri.

Anima del tutto è Alfonso De Pietro, ex preside dell’istituto Leopoldo II di Lorena, oggi in pensione.

Il dirigente presiede da circa un mese la Fondazione Lorena, che si è costituita per promuovere progetti culturali, formazione e innovazione tra i giovani, con particolare riferimento alla scuola e affiancando in particolare l’Istituto Leopoldo II di Lorena.

Ne fanno parte 23 soggetti: Paolo Albertini, Luca Baffigo, Laura Bugelli, Manuela Carli, Lina Casini, Renato Chelli, Luigi Cirianni, Maria Valeria Cittadini, Alfonso De Pietro, Antonietta De Sena, Rossana Gaggioli, Maider Giorgini, Paolo Meciani, Goliardo Orlandini, Giampaola Pachetti, Daniela Piandelaghi, Enrico Romualdi, Amedeo Simoni, Paolo Vagaggini, l’istituto Leopoldo II di Lorena, il collegio dei periti agrari di Grosseto, l’ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Grosseto, l’associazione Amici di Macchiascandona. La Fondazione non ha scopo di lucro.

«Vorremmo attivare progetti di natura imprenditoriale – ha detto l’ex preside all’indomani della nascita della Fondazione – promuovendo una formazione specifica nel settore agroalimentare, enogastronomico, della ristorazione e dell’accoglienza legata ad aspetti culturali, per agevolare l’inserimento lavorativo». Et voilà: ecco un primo progetto sulla Rimembranza, per il momento al vaglio di Istituzione e Comune. Già l’Isis Leopoldo di Lorena coltiva tra i banchi una vocazione a far da ponte tra scuola e lavoro. Al terzo anno gli studenti vengono avviati dai prof a costituire “cooperative di simulazione di impresa”, start up che simulano attività imprenditoriali e servono ai ragazzi come aiuto, stimolo e trampolino di lancio verso il mondo del lavoro. I ragazzi imparano a organizzare tutto, principalmente nella ristorazione: dal menu all’organizzazione agli ospiti. Finita la scuola però, al quinto anno, l’impresa simulata muore. Nasce da qui, dice De Pietro, la necessità di un “dopo”, di un aiuto ulteriore che potrebbe trovare compimento in un luogo strategico come la troniera. Sarebbe - secondo la Fondazione - una rampa di lancio per aiutare gli ex alunni catapultati nel mare magnum della società e in cerca di occupazione; allo stesso tempo un modo per resuscitare la troniera della Rimembranza. Al momento è solo un’idea progettuale che il Comune deve vagliare. —
 

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