Il Tirreno

Grosseto

sacro e profano 

Tra simboli e leggende nel corteo storico sfila la tradizione secolare

F.B.

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castel del piano. La storia medievale di Castel del Piano, le sue leggende e i suoi simboli nel corteo storico dell’8 settembre.

Le feste di settembre in onore di Maria Santissima delle Grazie che culminano con la sfida delle quattro contrade di Borgo Monumento, Poggio e Storte, hanno il loro punto di forza nel corteo storico che sfila la mattina dell’8 settembre per le vie del paese alle 11 e poi attorno alla piazza alle 16,30.

Un corteo al centro del quale quattro soldati in armi sorreggono il palio, dietro al quale sfilano le comparse delle quattro contrade, ognuna coi propri colori, simboli, vessilli. Rappresentano le classi sociali e le attività economiche del paese come era nella seconda metà del 1300, quando Castel del Piano partecipò a fianco di Siena alla guerra vittoriosa contro i conti Aldobrandeschi di Santa Fiora.

La scena del drappo del palio, sorretto da quattro uomini in arme, che deve contenere, per regolamento paliesco, l’immagine dipinta di Maria Santissima delle Grazie (realizzato questo 2019 da Marco Antonucci) vuole rammentare la storia del ritrovamento miracoloso dell’effigie della Madonna nei campi di Sorano nel 1431, da parte, appunto, di quattro soldati di cui conosciamo i nomi: Vagaggini, Donati, Arrighi e Ricci.

Un corteo che racconta una storia medievale e che rimanda al legame della terra castelpianese con Siena a cui, fra l’altro, si lega tutta l’organizzazione e la struttura dello spettacolo.

Il corteo è infatti aperto da un vessilifero che porta la “balzana”, stemma dello stato di Siena, la quale concesse, nel 1402, alla terra amiatina di poter svolgere la fiera del 9 settembre, che chiuderà, infatti, anche questo 2019 le feste patronali come accade da oltre 600 anni.

Subito dopo la Balzana, compare l’antico stemma di Castel del Piano e a lato i vessilliferi con gli stemmi di Montenero e Montegiovi.

A questi si sono aggiunte dal 2018, le comunità di Montelaterone e di Seggiano, come accadeva già nel 1771. Poi i Priori, ognuno con i colori della propria contrada. Un corteo di grande impatto emotivo, coi tamburi reali e i tamburini, con gli sbandieratori che per tutto l’anno provano la loro abilità per esibirsi davanti a un pubblico delle grandi occasioni. Una festa di popolo fra sacro e profano, per una giostra medievale che dura da secoli. — F.B.

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