Il Tirreno

Grosseto

Una vita per lo spazio Malerba omaggia Grossi

Alfredo Faetti
Una vita per lo spazio Malerba omaggia Grossi

Nel 50° anniversario dell’allunaggio l’astronauta firma un concerto a Giuncarico per ricordare l’illustre cittadino, studioso del cosmo, scomparso vent’anni fa

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Il tributo stellare andrà in scena sabato 7 settembre alle 21 là dove la storia è iniziata e settantaquattro anni dopo è finita: la chiesa di Sant’Egidio, a Giuncarico. Proprio davanti a quel piccolo altare Mario Grossi è stato battezzato nel 1925 e sempre al cospetto di quel pulpito, nel 1999, sono stati celebrati i suoi funerali. Vent’anni fa esatti, sovrapponendosi con un altro anniversario: i 50 anni, quest’anno, dallo sbarco sulla luna.

I giochi del destino disegnati dagli astri celesti forse non potevano essere più calzanti, visto che il giuncarichese nel corso della sua vita ha scritto pagine importanti per l’esplorazione spaziale, di cui ha goduto anche Franco Malerba, noto per essere stato il primo italiano dello spazio.

Oggi l’astronauta ligure si è dato al palcoscenico e, per rendere omaggio all’amico gavorranese, ha proposto e ottenuto di mettere in scena sabato il suo spettacolo nella chiesa del borgo, là dove tutto è iniziato e poi finito.

«È incredibile che qui si ricordano ancora di mio babbo dopo vent’anni», ha detto Marina Grossi, figlia dello scienziato, in occasione della presentazione dello spettacolo ideato da Malerba dal titolo “Viaggio nello spazio – parole, musica e immagini”.

Un evento voluto proprio dall’ex astronauta, perché c’è un vecchio legame che lo unisce con l’ingegnere minerario, risalente ai tempi dei satelliti e delle antenne.

Parliamo del progetto Tethered, felice intuizione di Grossi datata 1972, quando insieme ad altri scienziati pensò di risolvere il problema delle comunicazioni con gli Shuttle adottando una lunga antenna di cento chilometri, che si sarebbe potuta svolgere da un satellite posto in orbita geostazionaria.

Intuizione che riuscì a veder le stelle soltanto vent’anni dopo, nel 1992, proprio grazie a Malerba, che portò in orbita il progetto del giuncarichese. Lì nacque il legame tra i due, che oggi il ligure vuole celebrare.

«È stato proprio Malerba a propormi di allestire il suo spettacolo a Giuncarico in onore di Grossi», racconta Andrea Luschi, cugino di Grossi.

Il primo italiano nello spazio infatti ha scritto diversi libri sulle sue imprese (da cui prende spunto lo spettacolo) e ha riservato due capitoli all’ingegnere gavorranese.

«Gli ho scritto per ringraziarlo di questa attenzione e lui mi ha risposto proponendomi l’evento», racconta Luschi.

La celebrazione però non si limita ad allestire questa rappresentazione, ma si spinge oltre. “Viaggio nello spazio” infatti è composto da otto quadri intervallati da stacchi orchestrali, ma Malerba è pronto a metterne in scena un nono, dedicato proprio a Grossi e alle sue scoperte nel suo paese natale, grazie anche alle varie anime del territorio che hanno offerto il proprio contributo.

«È importante – ha detto il sindaco di Gavorrano Andrea Biondi durante la presentazione – ispirare i ragazzi del luogo, anche se nati in un posto disperso, perché anche da qui si può arrivare a Boston ed essere a capo di un progetto internazionale. Dovrebbe essere l’ultimo spettacolo prima che Malerba chiuda la tournée e torni in Francia, dove vive».

Perché le orbite sono così, fanno girare i corpi attorno a un punto e per quanto la traiettoria sia incurvata li riporta sempre al punto di partenza. Come Malerba. Come Grossi. Come l’universo. —

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