Il presidio
Poggiarello Renzetti ripartono gli scavi
Gli esperti ricercano gli approdi di Vetulonia sul lago Prile E sperano di rivivere le emozioni della scoperta del 2018
Riprendono per tutto settembre gli scavi a Poggiarello Renzetti: gli archeologhi sono alla ricerca degli “approdi di Vetulonia sul lago Prile”.
Quello degli scavi è un lavoro iniziato nel 2017 e della durata di tre anni, nel quale è coinvolto il comune di Castiglione della Pescaia e l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Dai) che coordinerà – coadiuvato dalla Soprintendenza Archeologica – le campagne di ricerca mettendo a disposizione il personale e gli strumenti tecnici.
Già la scorsa estate, sempre a settembre, proprio la collina di Poggiarello Renzetti regalò delle belle e nuove scoperte: in particolare l’individuazione del limite anteriore della grande abitazione, con il muro che chiude la fronte della domus affacciata sulla cosiddetta via dei Ciclopi e che proprio fino al 2017 se ne conosceva unicamente l’avvio dalla via Decumana identificata dal Falchi.
Ora gli scavi si concentreranno sulla Domus dei Dolia (o casa degli Orci), in parallelo a un’altra indagine scientifica, sempre sul terreno, finalizzata alla localizzazione di possibili approdi e aree portuali relative all’antico centro etrusco.
«Abbiamo scelto le aree da indagare – ha confermato l’assessore al progetto Vetulonia Walter Massetti, impegnato anche come volontario negli scavi – che saranno esaminate con metodi di prospezione non invasivi e tramite carotaggi. Lo scopo è quello di individuare possibili approdi e aree portuali, sappiamo che è una bella impresa, ma vogliamo provarci».
I lavori sono ripartiti lunedì scorso: «Già negli ultimi giorni di scavo dello scorso anno – ricorda Massetti – eseguiti dagli archeologi e dagli studenti di archeologia dell’Università di Perugia, affiancati da stagisti universitari italiani e stranieri e dai volontari dell’associazione culturale archeologica Isidoro Falchi, venne alla luce per la prima volta il proseguo della via dei Ciclopi inerpicata sulla collina dove si sviluppa il quartiere, di cui è stata evidenziata parte del tracciato. La più grande abitazione del quartiere, con i suoi 500 metri quadri di estensione, che doveva occupare un intero angolo dell’isolato compreso fra la via dei Ciclopi e la strada, ad essa perpendicolare, che separava la Domus dei Dolia dalla vicina Domus con la grande cisterna, individuata una trentina d’anni fa dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana».
Sono state scoperte che hanno dato energia ai volontari, impegnati giornalmente proprio nell’area di Poggiarello Renzetti: «Sono stati due i ritrovamenti che hanno fatto clamore – aggiunge l’assessore Massetti. Quasi all’improvviso apparirono la soglia in pietra che conserva ancora le cerniere di ferro della porta d’ingresso e il riconoscimento di una seconda entrata alla casa dalla strada perpendicolare alla stessa via».
Proprio la soglia in pietra è riemersa dalla terra dopo oltre duemila anni dalla distruzione della domus e dell’intera città di Vetulonia, ad opera delle truppe militari al seguito di Silla all’indomani della vittoria di quest’ultimo riportata sull’esercito di Mario e sulle città etrusche alleate, che poi il terreno ricoprendola ha conservato fino a oggi. —
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