Il Tirreno

Grosseto

nuove regole sulla sicurezza 

Eventi pubblici impossibili? «Serve disciplinare il tutto»

Gabriele Baldanzi
Eventi pubblici impossibili? «Serve disciplinare il tutto»

L’opposizione consiliare fa pressing sulla giunta: «Organizzatori penalizzati Da maggio aspettiamo che la nostra mozione sia portata in consiglio»

3 MINUTI DI LETTURA







Diventa un caso politico - e non più soltanto tecnico - la questione degli adempimenti per organizzare feste, eventi sportivi e spettacoli che da sempre animano il comprensorio grossetano. La stagione era iniziata con il caso del Maggio di Braccagni (saltato alla vigilia); poi c’era stata la sospensione dell’evento motoristico al velodromo e a seguire le difficoltà incontrate dalla Festa dello Sport della Uisp, fermata alla 30ª edizione. Ancora il Maggio in Grancia, la rassegna di teatro amatoriale Grosseto Ridens al Cassero e infine lo spettacolo Dilettando che avrebbe dovuto tenersi sabato sera in piazza Dante.

Ciascuna di queste manifestazioni, all’ultimo, è stata cancellata o ridimensionata per motivi di ordine tecnico e burocratico. Il Comune, secondo alcuni organizzatori, avrebbe stretto fin troppo le maglie della burocrazia, andando oltre gli intendimenti della circolare Gabrielli e del successivo “aggiustamento” compiuto da Salvini, finendo così per strangolare quasi tutti. Negli ultimi giorni, dopo la denuncia di Carlo Sestini (per Dilettando), si sono aggiunte le testimonianze di Fabio Cicaloni (Fita) e di altri organizzatori di eventi. Ieri è arrivata una proposta costruttiva del centrosinistra rivolta al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e al vice Luca Agresti.

«Ognuno degli episodi citati – scrivono Carlo De Martis, Marilena Del Santo (Lista Mascagni sindaco), Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo e Catuscia Scoccati - fa storia a sé, ma non può essere un caso che mai prima d’ora si erano verificate certi problemi. Crediamo che non basti la scusante di alcune nuove norme in materia, perché altrove queste stesse procedure vengono espletate e risolte in poco tempo, senza strascichi polemici».

I consiglieri di Lista Mascagni e Pd chiedono al sindaco e agli assessori competenti per delega di mettere la testa su questa materia, avendo anche concesso, in passato, patrocinio e risorse economiche agli organizzatori.

«Il Comune è responsabile degli iter autorizzativi – prosegue l’avvocato Carlo De Martis - e rappresenta le istanze della comunità; dovrebbe farsi carico delle legittime aspettative di chi vuole continuare a vivere momenti di condivisione e aggregazione in aree pubbliche. Da maggio attendiamo che venga portata in consiglio comunale una nostra mozione con la quale chiedevamo la predisposizione di un protocollo unico per l’organizzazione di eventi con finalità di pubblico spettacolo a carattere temporaneo. Uno strumento attraverso cui definire un percorso condiviso tra i vari uffici coinvolti, che permetterebbe di individuare tempestivamente eventuali criticità, riducendo al minimo il rischio di esiti inattesi, come purtroppo avvenuto proprio nei casi più recenti». Le regole volte a disciplinare l’organizzazione di eventi pubblici, è vero, sono diventate sempre più complesse e articolate, oltre che onerose. Lo ammettono gli stessi consiglieri di minoranza. «Proprio per questo – conclude De Martis – sull’innalzamento dei livelli di sicurezza si deve ragionare in modo collegiale, a un unico tavolo, evitando di penalizzare oltremodo gli organizzatori, tanto più quando si tratta di sodalizi associativi privi di scopo di lucro». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani