Il presidio
Pino precipitato a terra Quel marciapiede è del Comune o di Fs?
Lavori non iniziati, deve essere attribuita la competenza Pianta in sicurezza ma il marciapiede rimane divelto
A chi appartiene quel pezzetto di marciapiede? A chiederselo sono l’Amministrazione comunale di Follonica e Ferrovie dello Stato. L’enorme pino che domenica scorsa si è abbattuto sul passaggio pedonale della stazione è stato tagliato e i suoi resti adesso sono stati messi in sicurezza dai vigili del fuoco.
Il marciapiede, invece, è ancora completamente divelto proprio perché non è chiaro di chi sia la competenza dei lavori. Il Comune sostiene infatti che quel pezzetto di terra di fronte alla stazione sia di competenza di Ferrovie, viceversa, la società ritiene che sia il Comune a doversi occupare del danno. Per verificare chi dovrà prendersi carico dei lavori da fare nel piazzale della stazione, il tecnico del Comune di Follonica lunedì prossimo farà una ricerca approfondita sulla questione e scioglierà il nodo. «Prima di dare il via ai lavori – spiega il vicesindaco Andrea Pecorini – è necessario verificare la competenza su quell’area. Voglio però ringraziare i vigili del fuoco che sono intervenuti tempestivamente e hanno tagliato l’enorme pino mettendo in sicurezza l’area».
Intanto l’area resta transennata ma l’obiettivo è quello di risolvere tutto entro la prossima settimana. «I lavori verranno fatti secondo competenza – continua Pecorini – e poi penseremo anche alla nuova messa a dimora di nuovi alberi che non saranno necessariamente pini». Il crollo del pino è avvenuto domenica nel tardo pomeriggio senza preavviso: la pianta, visti il fusto e la chioma, sembrava in ottima salute. Il problema era però sotto terra: i lavori fatti negli anni passati al sottopasso della stazione devono aver compromesso le radici dell’albero che domenica è caduto improvvisamente. La pianta, accasciata in terra, mostra infatti il drammatico problema: le radici profonde erano completamente assenti e l’albero era sostenuto esclusivamente da una serie di radici capillari, piccole e deboli. Insomma, l’albero, nonostante non mostrasse nessun segno di sofferenza, si reggeva su un apparato sotterraneo sottodimensionato per la sua stazza. Intorno alla pianta caduta a terra si trovano anche altri pini, delle stesse dimensioni, e adesso è necessario fare delle prove di stabilità per evitare che si possa verificare di nuovo il problema.
L’indagine su ogni pianta ha costo che si aggira tra i 500 e i 600 euro e si tratta dello stesso lavoro che è stato fatto soltanto pochi mesi fa sui pini della scuola di via Cimarosa: piante che alla fine furono tagliate perché instabili. —
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