Italia
Il Pd deve scegliere il segretario Quattro nomi tra i papabili
L’assemblea decisiva sarà il 5 ottobre. Chiesto un passo indietro ai capicorrente Favoriti sono il sindaco Giacomo Termine e Claudio Boccini. E due outsider
L’unica certezza, stavolta, è che non si arriverà alle coltellate. Che la sintesi prevarrà sulle divisioni, a prescindere dalla cifra delle candidature. Il Partito Democratico sceglierà nelle prossime settimane il nuovo segretario provinciale.
Martedì sera si è svolta la prima assemblea, a dire il vero non molto partecipata. Favoriti restano il sindaco di Monterotondo Marittimo Giacomo Termine e l’avvocato grossetano Claudio Boccini. Tra gli outsider il roccastradino Roberto Fenili e la follonichese Cinzia Tacconi.
Nella sede del Pd, in via Svizzera, due sere fa, l’assemblea provinciale del partito – presieduta da Alberto Coppi – ha avviato un percorso che entro l’autunno restituirà una guida ai Dem in vista delle regionali del 2020.
Dopo le dimissioni del segretario territoriale Gesuè Ariganello, il partito è da circa un mese e mezzo senza il segretario, con una reggenza provvisoria che nel frattempo ha lavorato a cinque/sei punti sostanziali per dissinnescare le diatribe tra le varie correnti e trovare un successore di Ariganello.
Nel corso della campagna di ascolto estiva si è discusso delle relazioni tra il Provinciale e i territori, della ricostruzione di una rete capillare capace di dialogare con le zone periferiche. In futuro la composizione della segreteria del Pd andrà oltre le correnti interne e sarà invece costituita da persone espressione dei territori.
Altro capitolo affrontato nelle riunioni estive è il rapporto/collegamento con il livello regionale e nazionale. In Maremma, soprattutto nel corso dell’ultimo anno – secondo alcuni dirigenti – sarebbe mancato un po’il raccordo tra il territorio e le attività politiche regionali e nazionali. Per migliorare è necessario che il nuovo segretario provinciale riesca a formalizzare un calendario di appuntamenti di ascolto, a Firenze per esempio, coinvolgendo sia i rappresentanti del partito che delle istituzioni.
Infine, la questione economica. Il nuovo segretario dovrà tenere ben presente l’oggettiva difficoltà in cui verte il Partito Democratico. Di conseguenza, dovrà riprendere la riscossione delle quote degli amministratori in quota Pd, eventualmente rivedendo il regolamento, anche in considerazione di campagne elettorali locali che non potranno più essere a carico della Federazione.
In questa prima assemblea si è parlato anche del metodo di elezione del nuovo segretario. È stato chiesto un passo indietro a tutti i capicorrente, sottolineando la grande occasione per promuovere una classe dirigente profondamente rinnovata, che non ha avuto responsabilità politiche quando il Pd ha subito in questo territorio sconfitte disastrose. Su questo punto sono stati pochi gli interventi, molti i silenzi.
Dal 15 al 25 settembre verranno formalizzate le candidature. Necessario il 10 per cento delle firme tra i membri dell’assemblea per chi vuole farsi avanti per la successione di Ariganello. Si parla ripetutamente, come detto, di tre/quattro nomi. Tutti vorrebbero evitare gli scontri frontali. Il 5 ottobre è fissata l’assemblea decisiva. L’elezione del segretario non avverrà, infatti, attraverso il rito dei congressi nei circoli, ma con una votazione tra i circa 150 componenti del parlamentino interno. –
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