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Floramiata, nuove serre dipendenti raddoppiati e bilanci in crescira

Fiora Bonelli
Floramiata, nuove serre dipendenti raddoppiati e bilanci in crescira

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La “nuova” Floramiata, l’azienda florivivaistica di Piancastagnaio, una delle eccellenze dell’Amiata e serbatoio importante di posti di lavoro, dopo la crisi e il cambio di proprietà ricomincia a volare e aspira a essere la prima azienda italiana florivivaistica carbon free. Tecnologie ultima generazione, certificazioni per gestione sostenibile, vivaio nuovo di zecca, aumento di personale, di clienti e degli utili in chiusura di bilancio 2018.

«Il nostro obiettivo – spiegal’amministratore delegato Marco Cappellini – è arrivare nel 2021 al pareggio di gestione. Ci stiamo avvicinando all’obiettivo se si pensa che gli utili nel 2017 sono stati di 568mila euro e nel 2018 sono diventati 731mila».

Nel 2017 un pool di aziende – Findeco spa, Tesi Group, Bisceglia e LMS Energia – rilevò Floramiata, creata negli anni Ottanta per ricollocare gli ex minatori. L’azienda era fra le più grandi in Europa, poi precipitò in un inarrestabile declino. Fino al salvataggio di questa cordata di aziende che hanno compreso la portata del valore aggiunto del calore geotermico; Enel, proprietaria delle centrali geotermiche dell’Amiata, è stata talmente convinta delle potenzialità dell’impresa che si è accordata per passare da una cessione di calore di 150mila a 175mila megacalorie. Le novità salienti: investimenti pianificati per ammodernamenti e meccanizzazione delle infrastrutture, e utilizzo di tecnologie avanzate per una migliore qualità del prodotto e del lavoro.

«Ogni vaso – specifica Enrico Barcella, direttore di produzione – è seguito in tutto il suo percorso e questo ci garantisce affidabilità, tracciabilità, migliori performance. E c’è un nuovo tipo di irrigazione pianta per pianta».

Ma la più interessante novità in poco più di un anno è il vivaio all’aperto realizzato in terreni di proprietà abbandonati; entro il 2020 vi saranno creati otto ettari di vivaio (adesso sono circa due). In previsione anche tre ettari di serre coperte. Il terreno di proprietà è di 127 ettari, riscaldati per 27 ettari; 3 milioni le piante ornamentali tropicali fornite ogni anno e 60 le specie coltivate. I dipendenti sono 140, raddoppiati dal 2017. I clienti da 380 del 2017 sono circa 800. Floramiata, con patrimonio netto di 3,5 milioni di euro, ha chiuso il bilancio 2018 a 10 milioni e 768mila (7 milioni del 2017) e con un sogno: inaugurare la stagione del welfare. «Ora è prematuro, ci lavoreremo nel momento del pareggio di gestione che auspichiamo nel 2021, data obiettivo per i 900mila euro di utili», dice Cappellini. —
 

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