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Intoppi nei dati: il reddito di cittadinanza latita

Gabriele Baldanzi
Intoppi nei dati: il reddito di cittadinanza latita

Un 36enne lamenta di non aver ricevuto l’ultimo rateo: «L’Inps dice che dipende da Roma, intanto le bollette scadono»

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GROSSETO. Prime proteste anche in Maremma sui pagamenti in ritardo del reddito di cittadinanza.

Un beneficiario del sussidio, Tommaso Lodovichi, 36 anni, si è rivolto al Tirreno per raccontare la sua esperienza. Lodovichi spiega di aver percepito la tessera con la ricarica del primo rateo del reddito di cittadinanza lo scorso mese, esattamente il 18 luglio, per un importo di 780 euro, relativo ad aprile.

«Questo mese, però, i soldi non sono arrivati – lamenta Lodovichi – ma soprattutto non esistono date certe riguardo agli importi, a partire dagli arretrati. Intanto, però l’affitto e le bollette delle utenze scadono... All’Inps di Grosseto, dove sono andato praticamente ogni giovedì, non sanno cosa rispondere tranne che i pagamenti dipendono dagli elaboratori centrali di Roma».

In effetti pare che il sistema informatico locale non riesca a scambiare i dati con il ministero del Lavoro e i database regionali per la ricerca dei beneficiari, che ovviamente devono mantenere alcune condizioni e rispettare gli obblighi previsti.

Lodovichi, con la compagna Silvia, è pronto a mettere in azioni clamorose azioni di protesta. «A questo punto – dice l’uomo – non accetto più di sentirmi dire che il sistema non funziona. Aspetterò fino a lunedì prossimo, poi inizierò una battaglia su un piano diverso».

A dire il vero per Tommaso e per tutti quelli che in provincia di Grosseto hanno diritto al reddito di cittadinanza c’è un rischio più grande dell’attesa vissuta degli ultimi mesi.

Tra le misure che rischiano di saltare a fine anno, infatti, c’è proprio il reddito di cittadinanza, il provvedimento bandiera del Movimento Cinque Stelle: lo ha detto nei giorni scorsi il leader del Movimento, nonché ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali, Luigi Di Maio, al termine della due giorni di consultazioni al Quirinale.

«Siamo preoccupati per i rischi che vanno delineandosi verso l’economia italiana e verso milioni di famiglie – ha aggiunto – e non è giusto che a pagare siano proprio i cittadini italiani».

La crisi di governo d’agosto, insomma, rischia di far naufragare la misura a sostegno della povertà, fortemente voluta dai pentastellati e sponsorizzata da sempre dal capo politico del Movimento. —
 

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