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Liquami nel bosco, la replica di un imprenditore: «La gestione spetta al Comune»
CASTEL DEL PIANO. La delicata situazione dei liquami che scorrono nel bosco amiatino sotto le Macinaie andando a disperdersi a valle ha messo in movimento sia la parte pubblica castelpianese che gli operatori che scaricano in quella fognatura. La vicenda, nota da anni, è tornata all’attenzione delle cronache dopo un video girato da Lorenzo Mancineschi e fatto circolare sul web che documenta un rivolo di liquame nella faggeta. La questione verrà discussa domani in un incontro fra Comune di Castel del Piano e impresari della montagna.
Intanto proprio un privato, il proprietario dell’hotel le Macinaie, Enrico Bracciali vuole puntualizzare alcune questioni, dopo che ieri il vicesindaco Luciano Giglioni ha dichiarato che «la questione dello smaltimento dei liquami investe i privati che insistono in quella località e non la parte pubblica e dunque non l’amministrazione».
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Al contrario Bracciali sostiene che la gestione delle fognature della montagna non compete al privato ma è responsabilità del Comune.
«Abbiamo fior di documenti – dice Bracciali – che dimostrano che nel 1987 fu costruita dal Comune di Castel del Piano la fognatura nella quale scaricano tutti gli esercizi della zona delle Macinaie. Per quella costruzione noi imprenditori pagammo la nostra quota parte, ma nei documenti c’è scritto che le strutture della montagna non avrebbero avanzato nessuna pretesa di gestione delle stesse fognature. Dunque, carta canta e delle fognature se ne deve occupare il Comune».
Bracciali non si sottrae alle competenze che spettano ai privati. «Noi imprese pensiamo a far svuotare la fossa biologica», dice. «Ma alla manutenzione di tubi e tutto il resto ci deve pensare il Comune – ribadisce –. Grazie alla nuova amministrazione che si è subito mossa, speriamo di trovare il bandolo della matassa».
Bracciali riferisce anche che «il problema dei liquami è antico e che una ventina di anni fa fu speso un milione e mezzo di euro per costruire una fognatura che dalla Contessa, arrivasse alle Macinaie, da qui al Cantore e poi al depuratore di Abbadia».
Il tutto, dice Bracciali, «finì contro un macigno che non fu possibile sfondare e contro altre avversità. Tutto finì in fumo, soldi e fogne».
Dunque il problema resta. «Di togliere il solido ce ne occupiamo noi – insiste Bracciali – ma è logico che per smaltire il liquido ci vogliono tubi in ordine e della manutenzione dei tubi è il Comune che se ne deve far carico. Stavolta sfortuna ha voluto che un tubo si è intasato ed è avvenuto lo sversamento. In un punto visibile. Di questo è l’amministrazione che se ne deve far carico. Per fortuna il Comune si è mostrato immediatamente disponibile e aspettiamo con ansia la riunione di martedì. Spero sia l’inizio di un percorso che porti a costruire una fognatura che arrivi dalle Macinaie fino a Bimboli. L’assessore Renzo Rossi ha promesso che sarà attivato subito un tecnico per vedere la fattibilità di qualche soluzione immediata. Ringraziamo Castel del Piano per questa disponibilità». —
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