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Antincendi, Uil: «La Regione fa orecchie da mercante»
Il segretario Sergio Rubegni rende nota una lettera inviata ad aprile con le criticità da superare. «Le decisioni spettano ai vigili del fuoco»
grosseto. Una lettera inviata ad april e rimasta inascoltata, e due interrogazioni in consiglio regionale anch’esse senza conseguenze. Risultato: una convenzione antincendio boschivo tra Regione e vigili del fuoco firmata dalla Regione a estate più che inoltrata, il 13 agosto, e che non fa chiarezza sui ruoli – in uno scenario di incendio – tra vigili del fuoco e volontari Aib (antincendio boschivo) della Regione.
Anche la Uil vigili del fuoco Grosseto interviene nella polemica tra vigili del fuoco e Regione Toscana sulla collaborazione per il servizio di anticendio boschivo. La norma stabilisce che, in caso di incendi boschivi, benché la competenza sia assegnata alle regioni, se sono minacciate la salvaguardia delle persone e l’integrità dei beni, la competenza e la gestione dell’evento sono del corpo nazionale vigili del fuoco.
«Già ad aprile – spiega Sergio Rubegni, segretario provinciale Uil vigili del fuoco Grosseto e membro segreteria regionale toscana – la Uil scrisse una lettera al direttore regionale dei vigili del fuoco della Toscana per segnalare la necessità di intervenire urgentemente per riqualificare la professionalità dei direttori delle operazioni di spegnimento vigili del fuoco in Toscana, come avviene in altre regioni d’Italia, ad esempio il Lazio. Occorreva infatti trovare, da subito, un’intesa con la Regione Toscana o l’efficacia di questa collaborazione nella nostra Regione sarebbe stata a rischio».
Nella lettera la Uil sottolineava «la difficoltà incontrata da parte degli operatori negli scenari emergenziali, poiché non sembra essere chiaro e lineare chi abbia in capo la responsabilità di tali accadimenti per i quali si renda necessario accertarne la paternità. Sia la legge 177 che l’accordo con i carabinieri forestali, prevedono che i vigili del fuoco debbano fornire i dati sugli incendi, e se è vero che la norma stabilisce che gli incendi boschivi sono di competenza dei vigili del fuoco e la responsabilità delle operazioni, il direttore delle operazioni di spegnimento deve essere dei vigili del fuoco. È come se un posto di blocco della polizia o dei carabinieri per il controllo dei documenti ai conducenti di auto, venisse improvvisamente istituito da personale della protezione civile della Regione su disposizione della Regione stessa».
Cosa succederebbe infatti, se un capo squadra dei vigili del fuoco, non condividesse la strategia di spegnimento del direttore delle operazioni di spegnimento civile della Regione? E se non la esegue? Può un civile dare ordini a un preposto e ufficiale di polizia giudiziaria dello Stato? «Del resto i compiti specifici e la strategia di intervento, sono spesso subordinati ad indagini di cui non è possibile notiziare alcun civile», fa notare la Uil.
Il sindacato ha effettuato una ricognizione sul lavoro pregresso ed evidenzia «numerose anomalie dal punto di vista collaborativo tra corpo nazionale dei vigili del Fuoco e Regione Toscana, con gravi difficoltà da parte di quest’ultima nel prevenire e affrontare i fenomeni incendiari, dolosi o non, che sempre più frequentemente si manifestano a scapito di ampie porzioni di territorio». E, purtroppo, la provincia di Grosseto di incendi devastanti ne sa qualcosa.
Tra i problemi rilevati dalla Uil, la formazione del personale volontario Aib che non prevede la collaborazione dei vigili del fuoco e la mancata remunerazione dei vigili per il lavoro svolto e la formazione AIB.
La collaborazione con la Regione resta un punto imprescindibile, poiché la competenza sui boschi è delle Regioni. Ma, dice la Uil, nella lettera «questa collaborazione deve essere regolamentata mediante l’applicazione di un’apposita convenzione quadro tra Regione e vigili del fuoco (Stato) in modo tale da poter definire le risorse economiche necessarie, allo scopo di normalizzare e successivamente rafforzare il servizio AIB». La lettera, scritta ad aprile, si chiudeva con la richiesta di un incontro. «La Regione ovviamente ha fatto orecchie da mercante – dice Rubegni –. La scarsa considerazione che ha dato ai vigili del fuoco anche in questa recente trattativa è sicuramente uno dei motivi per cui il direttore regionale, Giuseppe Romano, già capo dell'Emergenza nazionale, non ha ancora firmato gli accordi con Rossi». —
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