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Banda di ladri terrorizza il Mancianese
Da venti giorni tre uomini svaligiano fino a cinque abitazioni in una notte. L’appello di una derubata: «Servono rinforzi»
MANCIANO. Si avvicinano a piedi, nella notte. Entrano nel giardino di casa. Indossano guanti bianchi di lattice, sulle spalle hanno uno zainetto, ai piedi dei sovrascarpe. I loro volti sono ben riconoscibili, la loro identità ancora sconosciuta. Entrano nelle case tra le 3 e le 4 del mattino, mentre i proprietari dormono il sonno profondo, spingendosi fino alle 6 del mattino. Cercano soldi e oro, ma non disdegnano vestiti e, se non c’è altro, del cibo.
Tre ladri da circa venti giorni stanno terrorizzando il Mancianese. Poggio Murella, Saturnia, Pomonte, San Martino sul Fiora. Piccoli paesini di qualche centinaio di abitanti, tante case sparse anche nelle campagne. Decine di colpi, decine di case svaligiate, famiglie terrorizzate.
Tre case sono state “visitate” solo nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 agosto. Addirittura cinque la notte prima.
«Siamo terrorizzati e non sappiamo più a chi rivolgerci per chiedere protezione», dice una settantenne al Tirreno. «Chiedo di rimanere anonima perché ho paura. Ho paura che possano tornare e vendicarsi».
La signora ha subito un furto all’inizio di agosto. «Stavamo dormendo – racconta – e non ce ne siamo accorti. È stato il cane che, a un certo punto, li ha rincorsi, quando erano già in giardino. Avevano portato via un borsellino con poche decine di euro, alcune borse e un computer. Quando il cane è saltato loro addosso, hanno buttato tutto a terra, tranne il borsello, e sono scappati».
La banda è stata però immortalata dalle telecamere di sorveglianza esterne alla casa. I tre si vedono bene in faccia mentre armeggiano intorno alla sistola dell’acqua. «Forse si sono lavati dopo che il cane si era avventato loro contro», dice ancora la donna. La signora ha sporto denuncia ai carabinieri di Saturnia. Ma il suo è solo uno dei tantissimi casi.
«Siamo molto preoccupati», confermano al bar Centrale di Poggio Murella, unico bar del paese, che conta 250 abitanti. «Ogni giorno ascoltiamo i racconti dei nostri clienti su questi furti che ogni notte colpiscono anche cinque case, andando avanti fino alle 6 mattino. In passato c’era stato qualche furtarello. Ma niente di simile».
Un paese, anzi, un intero territorio ostaggio della banda. Dal quale si leva un appello. «Oltre a fare denuncia – spiega la signora settantenne derubata a inizio agosto – per giorni ho anche cercato, purtroppo invano, di parlare con un ufficiale dei carabinieri, telefonando fino a Roma e a Firenze, perché qui c’è bisogno di rinforzi. E faccio appello perché si intensifichino i controlli e la presenza delle forze dell’ordine. E non mollerò, perché siamo davvero impauriti».
Tanto che, due giorni fa, alcuni abitanti hanno deciso di attrezzarsi e, a turno, vigilare la notte. «Lo hanno deciso ieri sera (giovedì) dopo essersi ritrovati proprio qui al bar – spiegano ancora al bar Centrale–. Sì, siamo molto, molto preoccupati». —
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