Il presidio
Arrestato quarantenne: per l’accusa scambiava immagini pedopornografiche
L’uomo era già stato denunciato e condannato nel 2008: nel suo pc migliaia e migliaia di fotografie di neonati
L’orrore era contenuto nei video e nelle immagini di bambini piccolissimi, appena nati, di pochi mesi, fino al massimo di cinque anni che veniva abusati sessualmente dagli adulti. Le loro grida, in quei filmati, facevano raggelare il sangue.
L’orrore era in quei dati che passavano da un computer all’altro, che venivano scaricati su un servizio di chat istantaneo che è stato scoperto dalla polizia spagnola: gli agenti hanno segnalato, tra le migliaia di utenti, anche la presenza di un quarantenne di Pitigliano, che due sere fa è stato accompagnato in carcere con l’accusa di detenzione e scambio di materiale pedopornografico.
Ieri, in via Saffi, si è tenuta la convalida dell’arresto: il giudice Marco Mezzaluna si è riservato.
Per il momento Alessandro Chiatti, difeso dall’avvocato Roberto Bancalà, resta in carcere. Ieri non ha risposto alle domande del giudice.
Sono stati gli uomini della polizia postale guidati dal sostituto commissario coordinatore Stefano Niccoli a svolgere le indagini sull’uomo. Da una piccola traccia trovata dai colleghi spagnoli, gli uomini della polposta di Grosseto sono riusciti a risalire all’identità dell’uomo e due giorni fa sono andati a bussare alla porta di casa dove il quarantenne vive da solo.
Non ha aperto bocca, quando i poliziotti hanno trovato, all’interno del suo pc, tutti quei filmati e tutte quelle fotografie. Atti sessuali, abusi su bambini di pochissimi mesi.
L’orrore è esploso tutto insieme, quando gli uomini della postale hanno visionato un campione di quelle immagini che erano sul computer del quarantenne.
Chiatti aveva già un precedente specifico: nel 2008 era stato beccato dagli agenti della postale e denunciato. Allora il reato che gli era stato contestato era la detenzione di materiale pedopornografico. Per quel reato era stato condannato. Da allora, probabilmente, non aveva smesso di collezionare video e foto con bambini piccolissimi. Poi ha cominciato anche a divulgarli: per questo reato è previsto l’arresto. Artigiano titolare di una ditta individuale di termoidraulica, Chiatti che vive solo a Pitigliano, ora è in carcere.
All’inizio di maggio, gli uomini della polizia postale hanno arrestato un altro grossetano, Andrea Buganza, trent’anni. Il ristoratore ora è agli arresti domiciliari. Anche lui, come il pitiglianese finito due giorni fa in carcere si scambiava file contenenti abusi su bambini molto piccoli.
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